Il 20 e 21 settembre trasporto ai seggi elettorali per persone con difficoltà di deambulazione

Domenica 20 e lunedì 21 Settembre i cittadini italiani sono chiamati al voto per il Referendum popolare ex art. 138 della Costituzione, confermativo del testo della Legge Costituzionale in materia di riduzione del numero dei parlamentari. I seggi saranno aperti, per i quasi 120mila elettori aventi diritto nel Comune di Ravenna, domenica tutto il giorno dalle ore 7.00 alle 23.00 e il lunedì dalle ore 7.00 alle 15.00.

Come già accaduto per le precedenti tornate elettorali, anche in questa occasione la Pubblica Assistenza Città di Ravenna metterà a disposizione della cittadinanza il servizio di trasporto gratuito in ambulanza, riservato ai casi più gravi di impedimento fisico al voto per difficoltà di deambulazione o di spostamento dalla propria residenza.

Come detto, il servizio sarà completamente gratuito e permetterà a chi ne farà richiesta di raggiungere il proprio seggio, tenendo conto che tutte le sezioni elettorali del Comune di Ravenna sono accessibili da parte degli elettori non deambulanti.

La Pubblica Assistenza metterà a disposizione i propri volontari ed i mezzi necessari sia nella giornata di domenica 20 che in quella di lunedì 21 settembre. È però necessaria la prenotazione del servizio entro le ore 18.00 di Venerdì 18 Settembre al tel. 0544.505050.

Ravenna, 8 Settembre 2020

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«Abbiamo bisogno di tutti: anche di voi», la Pubblica Assistenza di Ravenna lancia una nuova campagna

La curva epidemica pare lasciare spazio all’ottimismo, ma la sfida sarà ancora lunga e ricca di ostacoli da superare senza mai abbassare la guardia. Il traguardo è ancora lontano e per questo c’è ancora bisogno del sostegno di tutti i cittadini che, in qualsiasi maniera, possono garantire un appoggio.

Proprio in questo periodo, nel quale la fatica e la stanchezza potrebbero contribuire ad un abbassamento nel livello di attenzione, la Pubblica Assistenza Città di Ravenna rilancia la propria sfida con una nuova campagna pensata proprio per tenere accesi i riflettori sulle necessità e sulle problematiche di questi giorni.

«Abbiamo bisogno di tutti: anche di voi» è l’eloquente affermazione che campeggia sui canali dell’associazione. Un messaggio forte e chiaro, pensato per chiamare a raccolta tutta la città in un momento nel quale scarseggiano sia le liquidità economiche che le scorte, in particolar modo gli ormai celebri DPI, i Dispositivi di Protezione Individuale, gel igienizzante e materiale per la sanificazione e l’allestimento dei mezzi così necessari a operatori e volontari per svolgere in sicurezza il loro lavoro quotidiano. Senza considerare i mancati introiti derivanti dalla sospensione di molte manifestazioni e dalla riduzione dei servizi rivolti ai singoli cittadini.

«Torniamo a chiedere l’aiuto di tutta la città ed il territorio – dice Angela Gulminelli, presidente della Pubblica Assistenza Città di Ravenna – perché le difficoltà che dobbiamo affrontare, sono tante ogni singolo giorno.  Abbiamo messo a disposizione di chiunque lo desideri, diversi canali con i quali contribuire ed aiutare la nostra associazione: dal bonifico bancario a Pay Pal, passando per Satispay e arrivando alla raccolta fondi lanciata già da diverso tempo dalla Porto Robur Costa Ravenna sulla piattaforma Gofundme. Una serie di opzioni tutte reperibili sul nostro sito www.pubblicaassistenza.ra.it».

E le donazioni sin qui giunte non sono solamente quelle in denaro o comunque non lo sono esclusivamente, perché in tanti hanno trovato il modo di aiutare la Pubblica Assistenza con gesti di grande altruismo e sensibilità: «L’elenco di chi ci sta sostenendo – racconta ancora la presidente – è lungo. C’è chi ha donato materiale, chi ha attivato raccolte private, chi ha scelto di supportare fattivamente i nostri servizi e chi ancora ha deciso di appartare una quota dei ricavati delle proprie professioni per donarla a noi. L’elenco è talmente lungo che, nella speranza di non dimenticare nessuno, abbiamo creato una pagina apposita sul nostro sito web. Allo stesso tempo, per senso di responsabilità e di trasparenza, teniamo conto, sempre attraverso il nostro sito, di come vengono impiegati tutti i fondi e quali spese stiamo sostenendo».

La sfida al virus prosegue, ed è una sfida per tutti che la Pubblica Assistenza sta affrontando in prima linea. «Come abbiamo già raccontato – sottolinea Angela Gulminelli – diversi nostri operatori e volontari hanno scelto di sacrificare i propri affetti personali per proteggerli e tenerli al sicuro. In molti non tornano alle loro abitazioni al termine del servizio per non rischiare di infettare famiglie intere, nelle quali vivono anche persone anziane e dunque più a rischio. Il cuore di Ravenna si vede anche in questa occasione grazie a chi sta ospitando i nostri operatori in seconde case o alloggi che non erano occupati. Voglio ringraziare anche gli assessori del Comune di Ravenna Gianandrea Baroncini e Giacomo Costantini per averi aiutato nella ricerca degli alloggi».

Per contatti: Pubblica Assistenza Città di Ravenna ODV, Via Meucci n. 25 Ravenna, Tel. 0544.400777. Preghiamo tutti di condividere questo appello sui social e su ogni piattaforma di comunicazione, pubblica e privata.

Si ricorda inoltre che è possibile sostenere la Pubblica Assistenza Città di Ravenna attraverso una delle diverse modalità indicate sul sito dell’organizzazione al link: DONAZIONI

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La presidente Gulminelli «Siamo lasciati soli da chi dovrebbe considerarci parte del sistema»



Sono già trascorsi 40 giorni da quando è iniziata l’emergenza Covid-19. Sembra una vita, e probabilmente per molti lo è stato e lo sarà anche nei ricordi futuri. Tra questi anche gli operatori ed i volontari della Pubblica Assistenza Città di Ravenna. Giorni interminabili fatti di lavoro per l’Unità di Crisi, impegnati a stilare procedure per informare e formare gli equipaggi, cercare fornitori per l’approvvigionamento di DPI, i dispositivi di protezione individuale indispensabili alla tutela di chi opera sulle ambulanze a contatto con pazienti Covid-19. Ore e ore ad insegnare agli equipaggi la decontaminazione dei mezzi, la vestizione e la svestizione per affrontare i trasporti.

«La ricerca dei DPI – racconta Angela Gulminelli, presidente della Pubblica Assistenza Città di Ravenna pensando al passato recente e guardando al futuro – era e resta un vero incubo. Qualche giorno fa quando pensavamo di essere riusciti nell’intento è arrivata la notizia che il nostro materiale, principalmente le famigerate mascherine chirurgiche, erano bloccate in dogana. Ci veniva riferito dai nostri fornitori che erano sequestrate ora dalla Protezione Civile ora dalla Guardia di Finanza».

Ecco allora insorgere la necessità di contingentare le mascherine chiedendo agli equipaggi di utilizzarle più giorni e di conservarle in una busta di plastica: «In questa difficile fase – prosegue ancora la presidente della PA Città di Ravenna – siamo stati aiutati dalla Croce Rossa Italiana Comitato di Ravenna che ci ha donato 250 mascherine. Ci hanno aiutato anche medici dentisti e medici veterinari, oltre a singoli cittadini che si sono privati delle loro scorte per donarle a noi e permetterci così di proseguire in sicurezza la nostra attività. Abbiamo elemosinato mascherine ovunque. Ci hanno aiutato una Pubblica Assistenza di Maranello e una di Cesena».

Il senso di responsabilità era, e resta, lo stimolo maggiore anche in questi giorni così difficili: «Siamo sempre al servizio della collettività e abbiamo instaurato uno stretto rapporto con la Centrale 118 Area Vasta Romagna. Incontri pressoché quotidiani per accordarci su come procedere. Fa rabbia sentire in tv e leggere sulla stampa – dice senza giri di parole Angela Gulminelli – che la Protezione Civile distribuisce a destra e manca mascherine chirurgiche piuttosto che FFP2 e FFP3. Ci siamo chiesti spesso se sono quelle ordinate e pagate da noi e mai arrivate». La presidente della Pubblica Assistenza Città di Ravenna prosegue poi nel suo sfogo: «È vero, siamo in una situazione surreale. Tuttavia con le tecnologie che esistono oggi sarebbe stato possibile monitorare le esigenze a livello nazionale come si riesce in tempo reale a monitorare la situazione Covid. Questo per far sì che tutti potessero avere forniture, anche piccole, anche insufficienti. Avremmo continuato a chiedere agli equipaggi di utilizzare lo stesso presidio per più giorni, ma ci saremmo comunque sentiti parte di un sistema. Perché questo discorso? Per dire semplicemente che, in questo difficile momento, siamo stati lasciati soli da chi avrebbe dovuto considerarci parte integrante di un sistema nazionale. Siamo osannati quando non serve e ignorati quando siamo in difficoltà. Perché?».

E la risposta è tutt’altro che ironica: «Perché pur lamentandoci, continuiamo a lavorare. Nonostante tutto i nostri volontari hanno controllato la temperatura ai passeggeri in arrivo all’Aeroporto di Bologna, consegnano la spesa a domicilio alle fasce più deboli e tanto altro ancora. Perché le ambulanze continuano a prendere servizio ogni mattina – sottolinea Angela Gulminelli – sia per i servizi ordinari che per i trasporti di pazienti Covid-19. Perché continuiamo ad arrabattarci per il reperimento dei DPI temendo per la salute di tutti i nostri operatori. Ma non ci arrendiamo e ogni mattina siamo qui pronti a ricominciare. Arrabbiati, ma silenziosi. Amareggiati ma operosi».

Poi lo sguardo di rivolge al personale della PA: «Voglio ringraziare tutti, veramente tutti, per l’impegno che mettono in questa sfida. Grazie ai dipendenti e alle loro famiglie che li accolgono tutti i giorni al rientro da una pesante giornata di lavoro e non sanno se tutto è andato bene. Grazie a tutti i volontari che si sono messi da subito a disposizione, lasciando le loro famiglie per andare a vivere anche da soli in appartamenti che alcuni cittadini ci hanno messo a disposizione con grande senso di solidarietà. Grazie all’Unità di Crisi che lavora giorno e notte per tenere gli operatori sempre aggiornati. Sono molto orgogliosa nella mia associazione e di quello che sta facendo – conclude Angela Gulminelli – e non so se tutti possono dire la stessa cosa».

Ravenna, 02 Aprile 2020



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