Attivato il protocollo per il Volontariato Sociale di Protezione Civile

L’ANPAS punta a formare, in accordo con la Regione Emilia-Romagna, volontari da impiegare nelle tante attività di

supporto quotidiane. Nel frattempo, si stanno raccogliendo anche le adesioni per un corso formativo a distanza

La situazione particolare e delicata, generata dall’emergenza Covid-19, è sotto gli occhi di tutti. Ma il grande cuore dei romagnoli, e di tante persone che vivono e si impegnano quotidianamente per aiutare gli altri può essere, e sarà certamente, un valore aggiunto anche in questo periodo.

È questo il motivo alla base della nuova iniziativa che la Pubblica Assistenza Città di Ravenna si appresta a lanciare, facendo seguito alle disposizioni ricevute in merito dall’ANPAS Emilia Romagna e dalle stesse istituzioni regionali. Nei prossimi giorni si inizierà dunque ad attivare e formare Volontari di Protezione Civile per il Sociale. Una definizione che nasconde qualcosa di grande e allo stesso tempo semplice, ma da gestire nella maniera giusta e più attenta possibile, soprattutto in questa fase dell’emergenza Coronavirus, con le prime indicazioni di un miglioramento complessivo della situazione che non vanno però affrontate con leggerezza, anzi tutt’altro.

Gli operatori della Pubblica Assistenza di Ravenna si occuperanno di formare e gestire nuovi volontari che saranno impegnati in attività all’apparenza semplici, ma di fondamentale importanza in questa fase soprattutto per le fasce più deboli della popolazione: dalla spesa alla consegna del cibo e dei generi di prima necessità nelle abitazioni, dal reperimento dei farmaci al loro conferimento a domicilio, fino ai trasporti sociali in genere. L’impegno richiesto è quello di turni della durata indicativa di mezza giornata da scegliere in base alle disponibilità personali. Per dare una mano in maniera consapevole ed efficace sarà sufficiente superare i corsi di formazione online messi a disposizione da ANPAS e seguire le direttive impartite dai referenti per i relativi servizi.

Inoltre, in conformità e nel rispetto delle indicazioni vigenti, in materia di contenimento della diffusione del Covid-19, non potendo al momento terminare i percorsi formativi iniziati “in presenza”, il Centro di Formazione ANPAS Emilia-Romagna ha attivato due percorsi specifici di formazione a distanza per agevolare l’inserimento di nuovi volontari nella Pubblica Assistenza: 1) Autista; 2) Soccorritore Volontario per trasporto. Entrambi i percorsi sono attivi e accessibili in modalità online e rispettano le clinical competence della DR 44/2009 in merito ai requisiti di formazione nel contesto di accreditamento sanitario di strutture e mezzi. Naturalmente, questo percorso è riservato ai candidati volontari che avevano già intrapreso un percorso formativo interrotto secondo le ordinanze di divieto di formazione con “modalità di classe” ed a coloro che desiderano essere introdotti in organico a supporto dell’attuale situazione. Terminata l’emergenza sarà necessario compensare la formazione secondo le necessità del profilo con i moduli formativi mancanti.

Per dare la propria disponibilità, sia al Volontariato Sociale di Protezione Civile sia alla Formazione a distanza, è sufficiente inviare una mail a info@pubblicaassitenza.ra.it inviando la copia della propria tessera sanitaria e comunicando la propria disponibilità.

Per contatti: Pubblica Assistenza Città di Ravenna ODV, Via Meucci n. 25 Ravenna, Tel. 0544.400777.

Preghiamo tutti di condividere questo appello sui social e su ogni piattaforma di comunicazione, pubblica e privata.

Si ricorda inoltre che è possibile sostenere la Pubblica Assistenza Città di Ravenna attraverso una delle diverse modalità indicate sul sito dell’organizzazione al link: http://www.pubblicaassistenza.ra.it/donazioni-covid-19/.

Ravenna, 20 Aprile 2020

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Forniture di Dispositivi di Protezione Individuale ferme in dogana, la Pubblica Assistenza chiede: «Perchè?»

In questo difficile momento non passa giorno senza il quale la Pubblica Assistenza Città di Ravenna Odv, e con lei tutte le associazioni e le organizzazioni impegnate a fronteggiare l’emergenza Coronavirus, non denuncino la carenza degli ormai famosi DPI, i Dispositivi di Protezione Individuale tra i quali sono compresi le mascherine per il personale, guanti, tute e camici monouso e cuffie.

Una necessità che aumenta ogni giorno e che troppo spesso si sta scontrando con la burocrazia, con regole incomprensibili e, in senso più letterale, con il buon senso. «È di oggi la notizia – tuona con tutta la rabbia in corpo Angela Gulminelli, presidente della Pubblica Assistenza Città di Ravenna – che un’altra fornitura destinata alle nostre associazioni è ferma in dogana a Milano. Pare, almeno questo è quanto ci dicono i fornitori, “sequestrata” dalla Protezione Civile. Mi chiedo, a nome della mia organizzazione e di tantissime altre, perché? Cosa non è chiaro alla Protezione Civile? Provo a spiegarlo perché questa situazione deve finire immediatamente: in Italia ci sono centinaia di associazioni di Pubblica Assistenza che quotidianamente mettono a disposizione del Paese ambulanze, volontari e dipendenti per effettuare servizi che sono definiti servizi di pubblica utilità. Servizio che non si può arrestare. Ogni volta che i nostri DPI vengono bloccati, subiscono ritardi nella consegna o, ancor peggio, vengono sequestrati, i nostri operatori restano senza la giusta protezione che devono avere in questo momento».

La presidente Gulminelli prova ad analizzare la situazione e lancia un allarme: «Questi dispositivi mancano in tutta Italia, ma ciò non legittima nessuno a prevaricare chi è più debole. Vorrei anche dire, e non suoni come un ricatto o una minaccia, ma semplicemente come un dato di fatto: se le Associazioni di volontariato sono sprovviste di DPI non possono effettuare servizi».

«Tutti i giorni abbiamo – prosegue ancora la presidente della PA di Ravenna – dalle venti alle trenta persone in servizio e continuiamo a garantire i servizi in convenzione con Ausl Romagna. Abbiamo un’ambulanza a disposizione del 118 per codici minori e altre ambulanze per il trasporto di pazienti Covid-19 sospetti o positivi. Continua inoltre anche il trasporto in auto per dializzati. Anche tutte le altre associazioni di Area Vasta Romagna continuano a garantire servizi di trasporto in ambulanza e in auto. E tutte hanno il problema degli approvvigionamenti.  Riteniamo che il nostro servizio sia prezioso al pari di quello svolto da tutto il comparto sanitario. Ci riesce quindi difficile comprendere perché siamo dimenticati».           

Ravenna, 24 Marzo 2020

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