Nuovo corso per volontari alla Pubblica Assistenza

Il volontariato è alla base della nostra società, rappresenta le sue radici, la sua forza, la capacità di sentirsi ed essere una comunità in grado di affrontare ogni problema e ogni difficoltà.

Fare squadra per essere più solidi e poter guardare al futuro con sempre maggior ottimismo per progettare un mondo sempre migliore.

La Pubblica Assistenza Città di Ravenna si appresta ad avviare un nuovo CORSO PER VOLONTARI all’interno dell’associazione.

Il corso, completamente gratuito e finalizzato allo svolgimento di attività di volontariato non retribuito presso la nostra Associazione, prenderà il via Lunedì 21 Settembre ed avrà, come finalità, quella di formare personale volontario con una spiccata capacità e volontà di aiutare il prossimo, in grado di occuparsi, tra l’altro, di:

  • Servizi di ambulanza
  • Protezione Civile
  • Volontariato sociale
  • Viaggi in auto e pulmino per trasporti
  • Assistenza durante gli eventi pubblici

Teniamo tutti a sensibilizzare sull’importanza degli argomenti trattati e sull’impegno che ogni iscritto si assumerà. Le lezioni si terranno indicativamente tre volte a settimana in orari serali e l’intero corso si strutturerà nell’arco di circa due mesi.

Il corso per volontari sarà ospitato nella sede della Pubblica Assistenza di Ravenna, o in altre sedi opportune in base alle indicazioni, ed i posti a disposizione sono limitati in base alle normative a contrasto della diffusione del Covid-19.

È dunque necessaria la pre-iscrizione compilando questo form:

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSc-I2CNTna5TYPtDxy5HFtvy17F3QBVJgR5y_vxza8sd3bPlQ/viewform

Per contattarci e segnalare il vostro interesse:

Pubblica Assistenza Città di Ravenna Odv

Via Meucci, 25 – 48124 Ravenna

Tel. 0544.400888 0544.400777

info@pubblicaassistenza.ra.it

www.pubblicaassistenza.ra.it

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Il 20 e 21 settembre trasporto ai seggi elettorali per persone con difficoltà di deambulazione

Domenica 20 e lunedì 21 Settembre i cittadini italiani sono chiamati al voto per il Referendum popolare ex art. 138 della Costituzione, confermativo del testo della Legge Costituzionale in materia di riduzione del numero dei parlamentari. I seggi saranno aperti, per i quasi 120mila elettori aventi diritto nel Comune di Ravenna, domenica tutto il giorno dalle ore 7.00 alle 23.00 e il lunedì dalle ore 7.00 alle 15.00.

Come già accaduto per le precedenti tornate elettorali, anche in questa occasione la Pubblica Assistenza Città di Ravenna metterà a disposizione della cittadinanza il servizio di trasporto gratuito in ambulanza, riservato ai casi più gravi di impedimento fisico al voto per difficoltà di deambulazione o di spostamento dalla propria residenza.

Come detto, il servizio sarà completamente gratuito e permetterà a chi ne farà richiesta di raggiungere il proprio seggio, tenendo conto che tutte le sezioni elettorali del Comune di Ravenna sono accessibili da parte degli elettori non deambulanti.

La Pubblica Assistenza metterà a disposizione i propri volontari ed i mezzi necessari sia nella giornata di domenica 20 che in quella di lunedì 21 settembre. È però necessaria la prenotazione del servizio entro le ore 18.00 di Venerdì 18 Settembre al tel. 0544.505050.

Ravenna, 8 Settembre 2020

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Dopo 123 giorni di attività incessante, chiude l’Unità di Crisi Covid-19

Sono passati esattamente 123 giorni da quando, il 23 Febbraio, è stata attivata l’Unità di Crisi Covid-19 della Pubblica Assistenza di Ravenna. Un periodo lungo, intenso e difficile che giunge ora ad un traguardo: nella giornata di oggi, 23 Giugno, l’Unità di Crisi viene chiusa per riprendere la normale attività dell’associazione, sempre attenta alle esigenze della cittadinanza e ad intervenire in caso di necessità, pur con un livello di attenzione sempre molto alto per quanto riguarda la situazione Coronavirus. In tante aree del mondo il Covid-19 continua a fare vittime ed a mettere in crisi i sistemi sanitari e socio-assistenziali, ma, almeno per il momento, il periodo più difficile di questa crisi nel nostro territorio sembra essere alle spalle.

“Sono stati mesi difficili – racconta Angela Gulminelli, presidente della Pubblica Assistenza Città di Ravenna – impiegati a fronteggiare la paura, lo stress. Ricordo notti insonni a guardare le statistiche e a studiare le linee guida internazionali in continua evoluzione, a pensare come reperire i dispositivi di protezione individuale, a cercare il modo migliore per proteggere gli operatori e i pazienti che dovevamo trasportare, a capire come riorganizzare tutti i nostri servizi anche cercando di prevenire le varie evoluzioni che avrebbe potuto prendere la pandemia. E ancora, il peso della responsabilità e il timore di poter sbagliare qualcosa e mettere in pericolo i nostri operatori o i nostri pazienti. Non esistevano più orari, non esisteva più il weekend, eravamo tutti sempre operativi e reperibili, un clima surreale. Visi irriconoscibili dietro le mascherine, sede chiusa a tutti, i nostri volontari più anziani esclusi dal servizio per prevenzione, niente abbracci, niente strette di mano, lunghe file nei negozi”.

Una lunga parentesi che non si è ancora definitivamente chiusa: “Ci siamo reinventati – dice ancora la presidente della PA Ravenna – e pian piano ci siamo abituati a questa nuova realtà. Oggi, che la nostra vita ha ripreso a scorrere su binari un po’ più ampi, resta ancora la paura, la giusta diffidenza verso chi non conosciamo, ma questo non deve affievolire la speranza e l’ottimismo verso un futuro migliore”. Un periodo difficile ha portato anche cose belle: “Quello che ci ha più stupito è stata la solidarietà di una intera città che si è stretta intorno alla nostra associazione: tante le persone che hanno bussato alla nostra porta per consegnarci i DPI, e non solo, che avevano a casa o sul luogo di lavoro, tante le donazioni ricevute da cittadini e aziende, tante le coccole dolci e salate che hanno reso meno pesanti le nostre giornate”. E gli aneddoti si affollano e rincorrono nella mente: “Ricordo ancora quella sera in cui contammo le mascherine ancora in magazzino che ci avrebbero permesso di andare avanti per un paio di giorni al massimo. Mi rimarrà ancor più impressa nella memoria – prosegue Angela Gulminelli – la gioia e la commozione negli occhi che abbiamo provato il giorno dopo, sia quando man mano suonavano al nostro campanello tante persone per consegnarcele o addirittura fermavano i nostri equipaggi per la strada per regalarle, sia quando squillava il telefono per comunicarci che potevamo andare a ritirare del materiale per noi fondamentale. Tra tutte, la donazione di tute e calzari in tyvek di Ravenna Grondaie, ma senza queste persone di buon cuore non saremmo stati in grado di proseguire il nostro servizio, quando ormai tutto era introvabile. Mi piace pensare che quello che abbiamo vissuto abbia risvegliato in ognuno di noi un forte senso civico, una coscienza e una consapevolezza del ruolo che chiunque deve avere verso l’altro.

Oggi è arrivato anche il momento dei ringraziamenti: “Il primo va al gruppo di volontari che, superati timori e paure, si sono messi a disposizione e in questi mesi hanno coperto giornalmente i turni sugli automezzi adibiti al trasporto dei cosiddetti «pazienti Covid». Alcuni hanno anche lasciato le loro famiglie e sono andati a vivere in appartamenti che ci sono stati messi a disposizione da privati cittadini a cui va il mio più sentito ringraziamento”. Ma Angela Gulminelli non si ferma: “Grazie ai volontari che hanno continuato a svolgere le attività ordinarie, coprendo ogni giorno i nostri servizi, e grazie anche alla Guardia Costiera Ausiliaria di Ravenna che ci ha fornito un supporto fondamentale per il proseguimento dei servizi in auto. Grazie anche al Consiglio Direttivo che mi ha supportata approvando decisioni assunte in emergenza prive dell’abituale consultazione. E grazie ai componenti dell’Unità di Crisi per essersi spesi con tanto impegno. Il loro lavoro, che qualcuno ha osato definire “esagerato”, e la loro attenzione ci hanno permesso di arrivare fin qui senza contagi. Un’attenzione quotidiana verso tutte le direttive, un aggiornamento costante delle procedure, la costruzione di un’area dedicata alla svestizione in sicurezza degli equipaggi contaminati, l’accompagnamento e la supervisione continua di tutti gli operatori e di tutti i servizi”.

E l’elenco prosegue ancora: “Grazie ai dipendenti che si sono messi in gioco e non si sono risparmiati per tutto il periodo e un grazie veramente sentito a Giorgio Randi, Coordinatore della Centrale Operativa 118 Area Vasta Romagna, per gli incontri quasi quotidiani di programmazione dell’attività e di confronto sulle varie problematiche convocati con la frase «Giorgio ti va un caffè?». Un grande grazie anche a Riccardo Casadei, medico del Dipartimento Cure Primarie Ravenna, che ci ha preso per mano e condotto con attenzione e sollecitudine nel monitoraggio dei nostri servizi e nei vari percorsi di quarantena a cui sono stati sottoposti i nostri operatori dopo il trasporto di un paziente. E, concedetemelo, un grazie anche a me per essere riuscita a sostenere il peso emotivo della situazione in tutto questo lunghissimo periodo, nonostante le notti insonni, la tensione alle stelle in attesa di conoscere il risultato del tampone di un paziente sospetto o, ancor peggio, di un operatore venuto a contatto con un paziente risultato successivamente positivo”.

Il bilancio conclusivo di questi mesi vissuti con tanta frenesia fa emergere come la Pubblica Assistenza sappia essere una grande famiglia, pur composta da persone diverse fra loro, ognuna con un proprio carattere, una propria visione della vita e aspettative diverse. “In una famiglia come la nostra – sottolinea Angela Gulminelli – le persone litigano, fanno pace, piangono, ridono, si arrabbiano, a volte si scontrano, ma si amano e si sostengono. Ci sono sempre l’uno per l’altro quando serve. Ognuno dei nostri volontari ha trovato e troverà sempre una collocazione all’interno dell’associazione, uno spazio sul nostro prezioso terreno in cui seminare e mettere a disposizione degli altri il proprio valore aggiunto”.

E la chiusura non può che essere ricca di fierezza: “Sono francamente orgogliosa della Pubblica Assistenza Città di Ravenna: è riuscita a dare una risposta efficace ed efficiente alle esigenze della sanità pubblica, senza non poche difficoltà, anche nel rapporto con le varie componenti del sistema. La PA ha messo in campo ben oltre quanto le poteva essere richiesto, rendendosi disponibile in toto verso le istituzioni e cercando di rispondere a tutte le necessità che potevano sopraggiungere in ogni momento. Non c’è niente di più appagante – conclude ancora Angela Gulminelli – che toccare con mano i principi associativi fondamentali del bene comune e della solidarietà, facendoli affiorare con concretezza. Da parole stampate sullo Statuto a imprese concrete, in uno spiccato senso di partecipazione. La vera attestazione che il mondo del volontario oggi, come ieri e come domani, è fondamentale nel Sistema Italia: una dimostrazione che nessuno potrà più ignorare”.

Ravenna, 24 Giugno 2020

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«Adottato» dalla Bunge Italia il progetto denominato «Ambulanze a misura di bambino»

L’emergenza Covid-19 ha travolto tutto, oscurando progetti precedenti lo scoppio della pandemia e ponendo in secondo piano iniziative che ora, con un lento, ma graduale, ritorno alla normalità, tornano a guadagnare lo spazio e la visibilità che compete loro.

Tra queste, anche quella legata al progetto «Ambulanze a misura di bambino», presentato dalla Pubblica Assistenza di Ravenna in occasione dell’ottava edizione, quella del 2019, della più ampia e nota iniziativa del Comune di Ravenna denominata «Adotta un progetto sociale – Diventa un’azienda solidale».

Come tutti gli anni dal 2012 infatti, l’Amministrazione comunale di Ravenna aveva lanciato diversi mesi fa il programma che ha come scopo quello di mettere in rete le associazioni di volontariato del territorio locale e porle all’attenzione delle aziende affinché queste ultime possano sostenere le loro attività e promuovere insieme progetti innovativi pensati per il bene dell’intera comunità ravennate. Presentando le loro idee e i loro obiettivi, le associazioni hanno infatti la possibilità di vedere «adottato» un progetto e dunque finanziato da una impresa locale.

Per l’edizione 2019 la Pubblica Assistenza di Ravenna aveva posto all’attenzione della comunità proprio il progetto «Ambulanze a misura di bambino». La sicurezza durante il trasporto in ambulanza di un bambino è infatti una priorità assoluta e l’iniziativa proposta mirava ad aggiornare le attrezzature dedicate ai piccoli pazienti all’interno dei mezzi di soccorso grazie all’installazione di tre moduli specifici. Il primo di questo prevede l’acquisto di due barelle per l’immobilizzazione dei pazienti pediatrici vittime di traumi, il secondo di due sistemi di trasporto delle barelle stesse per bambini fino ai 40 kg di peso, infine il terzo mira a sostituire e aggiornate l’attrezzatura specifica da utilizzare in caso di arresto cardiaco dei piccoli pazienti.

Un progetto che, con grande soddisfazione della Pubblica Assistenza di Ravenna, è stato «adottato» dalla Bunge Italia. La multinazionale, che ha un proprio stabilimento operativo nel polo ravennate nell’area di via Baiona, dove produce olio vegetale e farine, ha infatti deciso di finanziare l’operazione con un contributo complessivo di 2.763 Euro in grado di coprire tutti i costi del progetto stesso.

«Desideriamo ringraziare la Bunge Italia – sottolinea Angela Gulminelli, presidente della Pubblica Assistenza Città di Ravenna – per l’attenzione che ha dimostrato anche in questa occasione verso la nostra città. In questo caso la nostra idea era incentrata in particolare sulle esigenze dei più piccoli, proprio perché ai bambini dobbiamo prestare un’attenzione particolare in casi di interventi di soccorso. Durante il picco dell’emergenza Covid-19 abbiamo focalizzato il nostro impegno sulla fascia più anziana della popolazione, perché considerata più a rischio dall’aggressione del virus. Ora dobbiamo lentamente tornare ad occuparci di tutta la popolazione, senza eccezioni come abbiamo sempre fatto e questa iniziativa dedicata ai più piccoli sarà una buona base di partenza».

Ravenna, 5 Giugno 2020

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Il sostegno alla PA da parte della sezione di Ravenna dell’Osservatorio Nazionale sul Diritto di Famiglia

In questo periodo che ci sta accompagnando ad un lento e graduale ritorno alla normalità, anche se il rispetto di alcune norme fondamentali come il distanziamento sociale rimarranno base irrinunciabile della nostra società ancora per diversi mesi, sta passando l’idea che la fase di emergenza sia ormai conclusa.

Una interpretazione quanto mai sbagliata e da non sostenere, non solo perché l’utilizzo dei DPI, i Dispositivi di Protezione Individuale, rimarrà obbligatorio o quantomeno raccomandato ancora per molto, ma anche perché gli stessi strumenti di difesa dal Covid-19 restano costosi e difficili da reperire, soprattutto per chi quotidianamente ne deve fare un uso massiccio come gli operatori della Pubblica Assistenza.

Ogni donazione, ogni iniziativa di sostengo alle attività dell’associazione resta dunque fondamentale anche in questa fase dove le risorse economiche sono concentrate a sostegno dei costi per l’acquisto dei DPI, dei mezzi di soccorso e di trasporto dei pazienti, oltre che per il sostentamento dell’intera struttura organizzativa.

Per questo, è ancora più gradita e meritevole di essere evidenziata la donazione in favore della Pubblica Assistenza Città di Ravenna Odv da parte della sezione ravennate dell’Osservatorio Nazionale sul Diritto di Famiglia, che proprio si è resa protagonista di una donazione di 1.500 Euro. La somma era destinata all’acquisto di mascherine FFP2, ma preso atto dei grandi ritardi nelle consegne di questi dispositivi verrà utilizzata per una delle tante altre necessità della Pubblica Assistenza del capoluogo bizantino.

Un sostengo importante, quello della sezione locale dell’ONDIF, associazione nazionale che ha come obiettivo la ricerca e lo studio dell’evoluzione e delle tendenze del diritto di famiglia, nonché la promozione di iniziative di studio, confronto, dibattito, formazione e aggiornamento professionale.

Ed anche il versamento effettuato si spera possa fungere da esempio per altre realtà imprenditoriali e non, locali e non, che desiderano sostenere ed aiutare il grande sforzo messo in atto in questi mesi dalla Pubblica Assistenza Città di Ravenna.

Per contatti: Pubblica Assistenza Città di Ravenna ODV, Via Meucci n. 25 Ravenna, Tel. 0544.400777.

Si ricorda inoltre che è possibile sostenere l’organizzazione con un versamento sull’IBAN  IT14A0627013181CC0810004858 o attraverso una delle diverse modalità indicate sul sito web a questo link: http://www.pubblicaassistenza.ra.it/donazioni-covid-19/.

Ravenna, 16 Maggio 2020

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Un progetto video per raccontare che la limitazione delle libertà può essere anche occasione per sentirsi uniti

Le voci di chi resta a casa e le voci di chi sale sulle ambulanze. Le immagini di vita domestica e le immagini di persone protette da tute impenetrabili. In un video, ideato dalla compagnia teatrale Anime Specchianti di Ravenna, con il prezioso contributo della Pubblica Assistenza Città di Ravenna, sono raccontati due modi di affrontare questo tempo che sembra sospeso e infinito, ma mai inutile.

Perché rispettare le regole dell’isolamento nelle proprie abitazioni è un atteggiamento responsabile che contribuisce a sconfiggere il Covid-19. La costrizione diventa così volontà di rimanere a casa nella consapevolezza che è fare la propria parte, per aiutare chi deve uscire: infermieri, medici e volontari. Un passo sempre più vicino alla libertà.

Ed è proprio pensando al 25 Aprile appena celebrato che è nato questo progetto video, un contributo a far comprendere che la limitazione della libertà può diventare un mezzo per sentirsi uniti, persone che agiscono per il bene comune. Le giovani artiste delle Anime Specchianti, Martina Cicognani, Francesca De Lorenzi, Giorgia Massaro e Chiara Nicastro, ognuna dalle proprie abitazioni, hanno cercato di rispondere ad alcune domande: “Cos’è oggi per noi il 25 aprile? Come può trasformarsi una giornata memorabile nel tempo presente? Chi sono oggi gli italiani?”.

«Il pensiero è andato a coloro che stanno combattendo una guerra, certamente molto diversa, ma altrettanto impegnativa – è il pensiero delle Anime Specchianti – e grazie alla Pubblica Assistenza della nostra città abbiamo dato voce a persone, che per puro amore dell’altro, affrontano ogni giorno questa battaglia. E ci siamo accorte che non stiamo sprecando il nostro tempo, perché questo tempo è per pensare, inventare, creare e aspettare di ritornare a vivere la nostra libertà. Il paragone con la Resistenza non vuole essere irrispettoso. Siamo consapevoli che allora il sacrificio fu davvero enorme e le paure di oggi non possono essere paragonate a quelle di allora, ma è il nostro modo di ringraziare quanti da casa e ‘sul campo’ sono fianco a fianco, con grande senso di comunità. E tutto questo vale sempre, ogni giorno».

I testi danno voce ai pensieri delle Anime specchianti e le testimonianze sono state scritte dagli operatori della Pubblica Assistenza Città di Ravenna. Racconti della propria quotidianità le cui immagini, girate da entrambe, sono state montate da Chiara Cicognani. «Ogni giorno – sottolinea Angela Gulminelli, presidente della Pubblica Assistenza ravennate – diamo fondo a tutte le nostre energie in questo sfida al virus. Ed ogni giorno sentiamo fortunatamente la presenza e il sostegno della città. Anche con queste forme di arte abbiamo la possibilità di dimostrare quanto sia importante che tutta la popolazione capisca il ruolo che ognuno deve assolvere e l’importanza di ogni singolo gesto quotidiano. Per questo ringraziamo Anime Specchianti. Dare “corpo” ai nostri ed ai vostri pensieri è necessario per trovare la forza e l’energia necessarie in queste settimane così impegnative».

Anime Specchianti

Pubblica Assistenza Città di Ravenna Odv

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La presidente Gulminelli «Siamo lasciati soli da chi dovrebbe considerarci parte del sistema»



Sono già trascorsi 40 giorni da quando è iniziata l’emergenza Covid-19. Sembra una vita, e probabilmente per molti lo è stato e lo sarà anche nei ricordi futuri. Tra questi anche gli operatori ed i volontari della Pubblica Assistenza Città di Ravenna. Giorni interminabili fatti di lavoro per l’Unità di Crisi, impegnati a stilare procedure per informare e formare gli equipaggi, cercare fornitori per l’approvvigionamento di DPI, i dispositivi di protezione individuale indispensabili alla tutela di chi opera sulle ambulanze a contatto con pazienti Covid-19. Ore e ore ad insegnare agli equipaggi la decontaminazione dei mezzi, la vestizione e la svestizione per affrontare i trasporti.

«La ricerca dei DPI – racconta Angela Gulminelli, presidente della Pubblica Assistenza Città di Ravenna pensando al passato recente e guardando al futuro – era e resta un vero incubo. Qualche giorno fa quando pensavamo di essere riusciti nell’intento è arrivata la notizia che il nostro materiale, principalmente le famigerate mascherine chirurgiche, erano bloccate in dogana. Ci veniva riferito dai nostri fornitori che erano sequestrate ora dalla Protezione Civile ora dalla Guardia di Finanza».

Ecco allora insorgere la necessità di contingentare le mascherine chiedendo agli equipaggi di utilizzarle più giorni e di conservarle in una busta di plastica: «In questa difficile fase – prosegue ancora la presidente della PA Città di Ravenna – siamo stati aiutati dalla Croce Rossa Italiana Comitato di Ravenna che ci ha donato 250 mascherine. Ci hanno aiutato anche medici dentisti e medici veterinari, oltre a singoli cittadini che si sono privati delle loro scorte per donarle a noi e permetterci così di proseguire in sicurezza la nostra attività. Abbiamo elemosinato mascherine ovunque. Ci hanno aiutato una Pubblica Assistenza di Maranello e una di Cesena».

Il senso di responsabilità era, e resta, lo stimolo maggiore anche in questi giorni così difficili: «Siamo sempre al servizio della collettività e abbiamo instaurato uno stretto rapporto con la Centrale 118 Area Vasta Romagna. Incontri pressoché quotidiani per accordarci su come procedere. Fa rabbia sentire in tv e leggere sulla stampa – dice senza giri di parole Angela Gulminelli – che la Protezione Civile distribuisce a destra e manca mascherine chirurgiche piuttosto che FFP2 e FFP3. Ci siamo chiesti spesso se sono quelle ordinate e pagate da noi e mai arrivate». La presidente della Pubblica Assistenza Città di Ravenna prosegue poi nel suo sfogo: «È vero, siamo in una situazione surreale. Tuttavia con le tecnologie che esistono oggi sarebbe stato possibile monitorare le esigenze a livello nazionale come si riesce in tempo reale a monitorare la situazione Covid. Questo per far sì che tutti potessero avere forniture, anche piccole, anche insufficienti. Avremmo continuato a chiedere agli equipaggi di utilizzare lo stesso presidio per più giorni, ma ci saremmo comunque sentiti parte di un sistema. Perché questo discorso? Per dire semplicemente che, in questo difficile momento, siamo stati lasciati soli da chi avrebbe dovuto considerarci parte integrante di un sistema nazionale. Siamo osannati quando non serve e ignorati quando siamo in difficoltà. Perché?».

E la risposta è tutt’altro che ironica: «Perché pur lamentandoci, continuiamo a lavorare. Nonostante tutto i nostri volontari hanno controllato la temperatura ai passeggeri in arrivo all’Aeroporto di Bologna, consegnano la spesa a domicilio alle fasce più deboli e tanto altro ancora. Perché le ambulanze continuano a prendere servizio ogni mattina – sottolinea Angela Gulminelli – sia per i servizi ordinari che per i trasporti di pazienti Covid-19. Perché continuiamo ad arrabattarci per il reperimento dei DPI temendo per la salute di tutti i nostri operatori. Ma non ci arrendiamo e ogni mattina siamo qui pronti a ricominciare. Arrabbiati, ma silenziosi. Amareggiati ma operosi».

Poi lo sguardo di rivolge al personale della PA: «Voglio ringraziare tutti, veramente tutti, per l’impegno che mettono in questa sfida. Grazie ai dipendenti e alle loro famiglie che li accolgono tutti i giorni al rientro da una pesante giornata di lavoro e non sanno se tutto è andato bene. Grazie a tutti i volontari che si sono messi da subito a disposizione, lasciando le loro famiglie per andare a vivere anche da soli in appartamenti che alcuni cittadini ci hanno messo a disposizione con grande senso di solidarietà. Grazie all’Unità di Crisi che lavora giorno e notte per tenere gli operatori sempre aggiornati. Sono molto orgogliosa nella mia associazione e di quello che sta facendo – conclude Angela Gulminelli – e non so se tutti possono dire la stessa cosa».

Ravenna, 02 Aprile 2020



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Le ambulanze e i mezzi della Pubblica Assistenza nella lotta al Coronavirus

La Pubblica Assistenza Città di Ravenna Odv continua ad essere in prima linea in questa fase così delicata per tutta la nazione. I volontari e gli operatori lavorano senza sosta al fianco del personale medico per cercare di fornire un supporto quantomai indispensabile non solo nel territorio provinciale, ma anche al di fuori dei confini romagnoli.

Da diversi giorni la PA di Ravenna ha allestito alcune ambulanze appositamente per il trasporto di casi conclamati di Covid-19. Mezzi di soccorso all’interno dei quali si è prestata particolare attenzione all’isolamento del vano sanitario, quello adibito ad ospitare il paziente, rispetto al vano guida dove prende posto l’autista dell’ambulanza e all’esterno. Tale allestimento, unito ad alcune precauzioni che in questa fase si rendono assolutamente necessarie come l’utilizzo secondo norma di tutti i Dispositivi di Protezione Individuale (DPI), garantisce un livello di sicurezza fondamentale per gli operatori, il personale sanitario e tutta la popolazione. Senza dimenticare la necessaria decontaminazione, approfondita e scrupolosa, effettuata su ogni mezzo al termine di ogni singolo servizio.

Una di queste ambulanze allestite per il trasporto di pazienti Covid-19 è stata messa a disposizione nei giorni scorsi dell’Ospedale di Piacenza ed è stata impegnata nel trasporto di degenti dal reparto di rianimazione del nosocomio emiliano ad altre strutture della zona limitrofa. Un supporto importante in una delle aree maggiormente colpite dall’emergenza Coronavirus e che permette di gestire l’afflusso e il ricovero delle persone in questo momento di grande pressione per tutte le strutture sanitarie. A guidare l’ambulanza è previsto un autista della Pubblica Assistenza di Ravenna, affiancato da personale medico e infermieristico dell’area vasta dell’Ausl della Romagna.

Inoltre, un mezzo della PA è stato messo a disposizione del personale del 118 per gli interventi al di fuori del contesto Coronavirus ai quali è necessario anche ora prestare la massima attenzione, così come altre ambulanze, anch’esse allestite per l’emergenza Covid-19, stanno invece operando, con autista e soccorritore per le dimissioni e i trasferimenti in zona.

Tra questi anche i trasporti di pazienti da e per l’Ospedale Umberto I di Lugo, anche con il servizio di “taxi sanitario”, che da giorni è in fase di riorganizzazione come Covid Hospital a integrazione dell’Ospedale S. Maria delle Croci di Ravenna. Un servizio simile è quello che, sempre la Pubblica Assistenza, sta svolgendo grazie all’utilizzo di un pulmino, anch’esso allestito per l’emergenza, utilizzato per il trasporto dei nuclei familiari. A tali compiti, che i volontari stanno assolvendo con il massimo impegno a fronte anche del rischio per la propria salute, si aggiungono poi le altre attività ordinarie come i servizi di trasporto sanitario di emergenza, quello assistito e quello non assistito, oltre ai servizi di guardia medica e ambulatoriali svolti direttamente o in collaborazione con le strutture pubbliche.

Insomma, un’attività già di per sé ampissima che in queste settimane ha registrato un incremento massiccio da affrontare giorno per giorno con grandi difficoltà già evidenziate: la Pubblica Assistenza di Ravenna sta esaurendo tutte le scorte di DPI, Dispositivi di Protezione Individuale, e per questo motivo si chiede a cittadini, studi professionali e aziende di mettere a disposizione, se possibile, questo materiale. Si chiede di condividere questo appello sui social e su ogni piattaforma di comunicazione, pubblica e privata.

Si ricorda inoltre che è possibile sostenere la Pubblica Assistenza Città di Ravenna con un versamento sull’IBAN  IT14A0627013181CC0810004858 o attraverso una delle diverse modalità indicate sul sito dell’organizzazione pubblicaassistenza.ra.it (link diretto: http://www.pubblicaassistenza.ra.it/donazioni-covid-19/).

Per contatti: Pubblica Assistenza Città di Ravenna ODV, Via Meucci n. 25 Ravenna, Tel. 0544.400777, mail info@pubblicaassistenza.ra.it.

La decontaminazione dei mezzi
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