Lanciata una nuova raccolta fondi per affrontare l’emergemza Covid-19

La sfida al Coronavirus è più viva che mai e, dopo la prima ondata dello scorso marzo, oggi la situazione, seppur con alcune differenze sostanziali tre le diverse aree italiane, è tornata ad essere difficile e impegnativa come nel recente passato.

Problemi da affrontare ogni giorno, difficoltà e timori dei cittadini in tutte le fasce di età, anche se un’attenzione particolare continua ad essere rivolta ai più anziani, tanto che la Pubblica Assistenza Città di Ravenna ha già annunciato da giorni di aver riattivato anche l’Unità di Crisi. L’associazione è dunque in prima linea come già lo era nel mese di Marzo, e come lo è sempre stata, pronta ad affrontare una seconda ondata più vasta e preoccupante della prima.

E proprio in questo periodo così impegnativo, la Pubblica Assistenza di Ravenna rilancia la sua campagna per chiedere il sostegno di tutta la cittadinanza per la raccolta fondi necessari all’acquisto di materiale di uso quotidiano nel settore sanitario e assistenziale come mascherine, gel igienizzante, prodotti per la pulizia, tute isolanti per gli operatori e materiale protettivo per i pazienti, strumenti per la sanificazione e la sanitizzazione, coperte isotermiche e tanto altro.

In questo momento di grande pressione per le strutture sanitarie, anche la Pubblica Assistenza ha bisogno di un supporto per svolgere il servizio ordinario di trasporto in ambulanza, senza il quale gli Ospedali avrebbero problemi di affluenza ancora maggiori. Ogni singolo giorno viene utilizzata una quantità incredibile di DPI, i Dispositivi di Protezione Individuale, ma anche gel igienizzante e prodotti di allestimento dei mezzi necessari a operatori e volontari per svolgere in sicurezza il loro lavoro.

Per consentire a tutti di aiutare con un piccolo gesto la Pubblica Assistenza sono stati messi a disposizione diversi canali con i quali contribuire:

  1. Raccolta fondi “Noi per voi, voi per noi” attivata sulla nota piattaforma di crowfunding Gofundme al link https://www.gofundme.com/f/noi-per-voi-voi-per-noi
  2. Donazione volontaria sul canale Paypal al link http://bit.ly/paravennapaypal
  3. Donazione volontaria attraverso l’applicazione Satyspay al link https://tag.satispay.com/PARavenna
  4. Versamento con Bonifico bancario sull’IBAN IT14A0627013181CC0810004858 intestato alla Pubblica Assistenza Città di Ravenna Odv

Tante occasioni per un gesto di solidarietà e di sostegno fondamentale in questa fase così delicata, dedicato a chi si impegna con costanza per la salute altrui.

Per contatti: Pubblica Assistenza Città di Ravenna ODV, Via Meucci n. 25 Ravenna, Tel. 0544.400777.

Preghiamo tutti di condividere questo appello sui social e su ogni piattaforma di comunicazione, pubblica e privata.

Tutte le modalità indicate per sostenere l’associazione sono reperibili sul sito www.pubblicaassistenza.ra.it oppure direttamente al link: http://www.pubblicaassistenza.ra.it/donazioni-covid-19/.

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28 Ottobre 1981 – 28 Ottobre 2020: una storia lunga 39 anni

Alle spalle di quella che oggi è la Pubblica Assistenza Città di Ravenna Odv c’è una storia fatta di passi determinanti, di impegno incessante, di coinvolgimento del territorio e di valorizzazione della sensibilità e di competenze, di progetti sempre all’avanguardia all’insegna di una felice unione fra iniziativa privata e analisi dei bisogni della collettività che ha permesso di generare risposte efficaci nell’ambito dei servizi alla persona.

In una situazione normale avremmo programmato, in questa settimana, la nostra abituale festa dei volontari per un’analisi delle attività svolte e la consegna delle benemerenze per l’impegno profuso. Purtroppo da mesi ci troviamo in una situazione che di normale ha ben poco. Tanto che ci siamo visti costretti a riaprire l’Unità di Crisi e ad intensificare le norme di protezione per tutto il nostro personale volontario e dipendente. Oggi più che mai, in questa seconda grave ondata di contagi, siamo in prima linea impegnati quotidianamente a garantire i servizi ordinari e quelli Covid.

Da marzo siamo impegnati, oltre che nei servizi ordinari, nel trasporto in biocontenimento di pazienti Covid sospetti o positivi. Servizi che sarebbero messi in grave pericolo se all’interno della nostra Associazione si rilevassero casi di positività fra il personale. Sono centinaia le persone che trasportiamo quotidianamente. Persone che non possono certamente rinunciare alle cure. Penso a chi deve essere regolarmente sottoposto a dialisi, penso ai pazienti oncologici, penso a quanti devono essere sottoposti a terapie indispensabili e direttamente correlate alla loro qualità della vita.

Per questo motivo la nostra attenzione deve essere massima. Non possiamo permetterci errori che andrebbero ad impattare su tutto il sistema di trasporto interospedaliero ordinario e Covid. Attenzione massima che passa attraverso un utilizzo costante e sistematico dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) anche se questo comporta per l’Associazione una spesa esagerata. I DPI, oltre ad essere di difficile reperimento, hanno costi assolutamente fuori mercato che stanno creando non poche difficoltà economiche.

Sono tanti gli stati d’animo che abbiamo attraversato in questo lungo periodo: ansia, paura, senso di impotenza. Non ci siamo però fermati perché in parallelo a questi stati d’animo c’erano i sentimenti di solidarietà e altruismo che da sempre ci caratterizzano. Ci sono stati volontari che, pur di rendersi utili, hanno abbandonato le loro famiglie e sono andati a vivere in appartamenti che cittadini solidali hanno messo a disposizione gratuitamente.

Ecco, la solidarietà della città. C’è stata una vera gara di solidarietà da parte di cittadini e imprese del territorio. Quando penso alle persone che hanno bussato alla nostra porta o ci hanno fermati per strada per consegnarci mascherine chirurgiche piuttosto che FFP2 o guanti, mi commuovo ancora. Se penso ai contributi ricevuti mi sale un moto di orgoglio. Se tanti cittadini, se tante attività economiche, pur in un momento così difficile per tutti, hanno sentito di doverci aiutare significa che, con il nostro lavoro quotidiano, abbiamo saputo guadarci la loro stima e la loro fiducia.

Personalmente sono molto orgogliosa della mia Associazione, dei volontari e del personale dipendente che non si tira mai indietro e che mette al primo posto i bisogni della città senza pensare a nessun tornaconto, senza guardare all’orologio, senza ascoltare la paura, senza pensare alla fatica.

Insieme possiamo.

Angela Gulminelli

Presidente Pubblica Assistenza Città di Ravenna

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L’iniziativa di Autolux, un gesto di solidarietà e senso civico

Nel corso degli oltre cento giorni più complicati e difficili per l’emergenza Covid-19 e il lockdown che ha messo a dura prova tutta la struttura societaria, sono stati tanti i gesti di solidarietà e di senso civico che hanno messo in mostra la capacità innata di una città come Ravenna, pronta a mettersi in gioco e impegnarsi per il bene comune. Gli esempi che si potrebbero elencare sono moltissimi e sempre toccanti, proprio perché ognuno, in base alla propria realtà e alle possibilità, ha cercato di fare il massimo spendendosi, dove possibile, in prima persona.

Tra tutte, senza per questo voler sminuire l’importanza di ogni singolo gesto, un ringraziamento va alla Autolux Ravenna Srl, società di ricambi per auto di Via Cesari che da oltre 25 anni opera nel settore fornendo supporto anche alle ambulanze della stessa Pubblica Assistenza di Ravenna. Proprio la Autolux, pur in un periodo di difficoltà economica che ha coinvolto tutti, nessuno escluso, per il rallentamento e la messa in pausa di ogni attività economica, ha deciso lanciare la campagna “Aiutiamo aiutandoci”. L’azienda infatti ha rinunciato ad una quota di incassi per dare una mano a chi, come i volontari della Pubblica Assistenza, sfidavano quotidianamente il virus per il bene della popolazione. Così, il 3% sui pagamenti scaduti o in scadenza è stato devoluto proprio alla PA. Un gesto di grande impegno sociale che ha permesso di superare la ragguardevole cifra di seimila euro.

“Come abbiamo già sottolineato in altre occasioni – dice Angela Gulminelli, presidente della stessa Pubblica Assistenza Città di Ravenna – non dimenticheremo mai la solidarietà di tante persone che ci hanno sostenuto e spinto ad andare avanti anche nei momenti più difficili. Non scorderemo tutte le donazioni, dalle più semplici come un pacchetto di mascherine o qualche DPI, fino a quelle più ingenti a livello economico. L’ho già detto, ma lo ripeto: mi piace pensare che quello che abbiamo vissuto abbia risvegliato in ognuno di noi un forte senso civico, una coscienza e una consapevolezza del ruolo che chiunque deve avere verso l’altro”. Un ringraziamento che ora si estende anche alla Autolux Ravenna: “Il loro gesto – sottolinea Angela Gulminelli – è l’ennesima dimostrazione di una sensibilità e attenzione al prossimo che rappresenta una delle colonne portanti del nostro impegno”.

Ravenna, 10 Luglio 2020

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Dopo 123 giorni di attività incessante, chiude l’Unità di Crisi Covid-19

Sono passati esattamente 123 giorni da quando, il 23 Febbraio, è stata attivata l’Unità di Crisi Covid-19 della Pubblica Assistenza di Ravenna. Un periodo lungo, intenso e difficile che giunge ora ad un traguardo: nella giornata di oggi, 23 Giugno, l’Unità di Crisi viene chiusa per riprendere la normale attività dell’associazione, sempre attenta alle esigenze della cittadinanza e ad intervenire in caso di necessità, pur con un livello di attenzione sempre molto alto per quanto riguarda la situazione Coronavirus. In tante aree del mondo il Covid-19 continua a fare vittime ed a mettere in crisi i sistemi sanitari e socio-assistenziali, ma, almeno per il momento, il periodo più difficile di questa crisi nel nostro territorio sembra essere alle spalle.

“Sono stati mesi difficili – racconta Angela Gulminelli, presidente della Pubblica Assistenza Città di Ravenna – impiegati a fronteggiare la paura, lo stress. Ricordo notti insonni a guardare le statistiche e a studiare le linee guida internazionali in continua evoluzione, a pensare come reperire i dispositivi di protezione individuale, a cercare il modo migliore per proteggere gli operatori e i pazienti che dovevamo trasportare, a capire come riorganizzare tutti i nostri servizi anche cercando di prevenire le varie evoluzioni che avrebbe potuto prendere la pandemia. E ancora, il peso della responsabilità e il timore di poter sbagliare qualcosa e mettere in pericolo i nostri operatori o i nostri pazienti. Non esistevano più orari, non esisteva più il weekend, eravamo tutti sempre operativi e reperibili, un clima surreale. Visi irriconoscibili dietro le mascherine, sede chiusa a tutti, i nostri volontari più anziani esclusi dal servizio per prevenzione, niente abbracci, niente strette di mano, lunghe file nei negozi”.

Una lunga parentesi che non si è ancora definitivamente chiusa: “Ci siamo reinventati – dice ancora la presidente della PA Ravenna – e pian piano ci siamo abituati a questa nuova realtà. Oggi, che la nostra vita ha ripreso a scorrere su binari un po’ più ampi, resta ancora la paura, la giusta diffidenza verso chi non conosciamo, ma questo non deve affievolire la speranza e l’ottimismo verso un futuro migliore”. Un periodo difficile ha portato anche cose belle: “Quello che ci ha più stupito è stata la solidarietà di una intera città che si è stretta intorno alla nostra associazione: tante le persone che hanno bussato alla nostra porta per consegnarci i DPI, e non solo, che avevano a casa o sul luogo di lavoro, tante le donazioni ricevute da cittadini e aziende, tante le coccole dolci e salate che hanno reso meno pesanti le nostre giornate”. E gli aneddoti si affollano e rincorrono nella mente: “Ricordo ancora quella sera in cui contammo le mascherine ancora in magazzino che ci avrebbero permesso di andare avanti per un paio di giorni al massimo. Mi rimarrà ancor più impressa nella memoria – prosegue Angela Gulminelli – la gioia e la commozione negli occhi che abbiamo provato il giorno dopo, sia quando man mano suonavano al nostro campanello tante persone per consegnarcele o addirittura fermavano i nostri equipaggi per la strada per regalarle, sia quando squillava il telefono per comunicarci che potevamo andare a ritirare del materiale per noi fondamentale. Tra tutte, la donazione di tute e calzari in tyvek di Ravenna Grondaie, ma senza queste persone di buon cuore non saremmo stati in grado di proseguire il nostro servizio, quando ormai tutto era introvabile. Mi piace pensare che quello che abbiamo vissuto abbia risvegliato in ognuno di noi un forte senso civico, una coscienza e una consapevolezza del ruolo che chiunque deve avere verso l’altro.

Oggi è arrivato anche il momento dei ringraziamenti: “Il primo va al gruppo di volontari che, superati timori e paure, si sono messi a disposizione e in questi mesi hanno coperto giornalmente i turni sugli automezzi adibiti al trasporto dei cosiddetti «pazienti Covid». Alcuni hanno anche lasciato le loro famiglie e sono andati a vivere in appartamenti che ci sono stati messi a disposizione da privati cittadini a cui va il mio più sentito ringraziamento”. Ma Angela Gulminelli non si ferma: “Grazie ai volontari che hanno continuato a svolgere le attività ordinarie, coprendo ogni giorno i nostri servizi, e grazie anche alla Guardia Costiera Ausiliaria di Ravenna che ci ha fornito un supporto fondamentale per il proseguimento dei servizi in auto. Grazie anche al Consiglio Direttivo che mi ha supportata approvando decisioni assunte in emergenza prive dell’abituale consultazione. E grazie ai componenti dell’Unità di Crisi per essersi spesi con tanto impegno. Il loro lavoro, che qualcuno ha osato definire “esagerato”, e la loro attenzione ci hanno permesso di arrivare fin qui senza contagi. Un’attenzione quotidiana verso tutte le direttive, un aggiornamento costante delle procedure, la costruzione di un’area dedicata alla svestizione in sicurezza degli equipaggi contaminati, l’accompagnamento e la supervisione continua di tutti gli operatori e di tutti i servizi”.

E l’elenco prosegue ancora: “Grazie ai dipendenti che si sono messi in gioco e non si sono risparmiati per tutto il periodo e un grazie veramente sentito a Giorgio Randi, Coordinatore della Centrale Operativa 118 Area Vasta Romagna, per gli incontri quasi quotidiani di programmazione dell’attività e di confronto sulle varie problematiche convocati con la frase «Giorgio ti va un caffè?». Un grande grazie anche a Riccardo Casadei, medico del Dipartimento Cure Primarie Ravenna, che ci ha preso per mano e condotto con attenzione e sollecitudine nel monitoraggio dei nostri servizi e nei vari percorsi di quarantena a cui sono stati sottoposti i nostri operatori dopo il trasporto di un paziente. E, concedetemelo, un grazie anche a me per essere riuscita a sostenere il peso emotivo della situazione in tutto questo lunghissimo periodo, nonostante le notti insonni, la tensione alle stelle in attesa di conoscere il risultato del tampone di un paziente sospetto o, ancor peggio, di un operatore venuto a contatto con un paziente risultato successivamente positivo”.

Il bilancio conclusivo di questi mesi vissuti con tanta frenesia fa emergere come la Pubblica Assistenza sappia essere una grande famiglia, pur composta da persone diverse fra loro, ognuna con un proprio carattere, una propria visione della vita e aspettative diverse. “In una famiglia come la nostra – sottolinea Angela Gulminelli – le persone litigano, fanno pace, piangono, ridono, si arrabbiano, a volte si scontrano, ma si amano e si sostengono. Ci sono sempre l’uno per l’altro quando serve. Ognuno dei nostri volontari ha trovato e troverà sempre una collocazione all’interno dell’associazione, uno spazio sul nostro prezioso terreno in cui seminare e mettere a disposizione degli altri il proprio valore aggiunto”.

E la chiusura non può che essere ricca di fierezza: “Sono francamente orgogliosa della Pubblica Assistenza Città di Ravenna: è riuscita a dare una risposta efficace ed efficiente alle esigenze della sanità pubblica, senza non poche difficoltà, anche nel rapporto con le varie componenti del sistema. La PA ha messo in campo ben oltre quanto le poteva essere richiesto, rendendosi disponibile in toto verso le istituzioni e cercando di rispondere a tutte le necessità che potevano sopraggiungere in ogni momento. Non c’è niente di più appagante – conclude ancora Angela Gulminelli – che toccare con mano i principi associativi fondamentali del bene comune e della solidarietà, facendoli affiorare con concretezza. Da parole stampate sullo Statuto a imprese concrete, in uno spiccato senso di partecipazione. La vera attestazione che il mondo del volontario oggi, come ieri e come domani, è fondamentale nel Sistema Italia: una dimostrazione che nessuno potrà più ignorare”.

Ravenna, 24 Giugno 2020

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Cerchiamo autisti soccorritori con esperienza per inserimento in organico

Pubblica Assistenza Città di Ravenna ODV è alla ricerca di Autisti Soccorritori, già formati e con esperienza nel settore, da impiegare sulle proprie Unità Operative Mobili a tempo determinato su turni principalmente diurni nella zona di Ravenna.

Si richiede:

– Esperienza professionale nella conduzione di mezzi di soccorso

– Patente B in corso di validità da almeno tre anni

– Attestato BLSD in corso di validità

Attenzione! L’offerta è indirizzata a personale già formato e con conoscenza del territorio, per questo è da considerare quale titolo preferenziale la figura di “Autista/Soccorritore strutturato, dipendente, non volontario” come indicato nei “Requisiti specifici per l’accreditamento delle Strutture di Soccorso/Trasporto Infermi” emanate dalla Regione Emilia Romagna.

Gli interessati sono pregati di inviare all’indirizzo info@pubblicaassistenza.ra.it lettera di presentazione e CV (da cui evincere il possesso dei requisiti e dei titoli preferenziali; non allegare tutte le certificazioni ottenute).

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Un progetto video per raccontare che la limitazione delle libertà può essere anche occasione per sentirsi uniti

Le voci di chi resta a casa e le voci di chi sale sulle ambulanze. Le immagini di vita domestica e le immagini di persone protette da tute impenetrabili. In un video, ideato dalla compagnia teatrale Anime Specchianti di Ravenna, con il prezioso contributo della Pubblica Assistenza Città di Ravenna, sono raccontati due modi di affrontare questo tempo che sembra sospeso e infinito, ma mai inutile.

Perché rispettare le regole dell’isolamento nelle proprie abitazioni è un atteggiamento responsabile che contribuisce a sconfiggere il Covid-19. La costrizione diventa così volontà di rimanere a casa nella consapevolezza che è fare la propria parte, per aiutare chi deve uscire: infermieri, medici e volontari. Un passo sempre più vicino alla libertà.

Ed è proprio pensando al 25 Aprile appena celebrato che è nato questo progetto video, un contributo a far comprendere che la limitazione della libertà può diventare un mezzo per sentirsi uniti, persone che agiscono per il bene comune. Le giovani artiste delle Anime Specchianti, Martina Cicognani, Francesca De Lorenzi, Giorgia Massaro e Chiara Nicastro, ognuna dalle proprie abitazioni, hanno cercato di rispondere ad alcune domande: “Cos’è oggi per noi il 25 aprile? Come può trasformarsi una giornata memorabile nel tempo presente? Chi sono oggi gli italiani?”.

«Il pensiero è andato a coloro che stanno combattendo una guerra, certamente molto diversa, ma altrettanto impegnativa – è il pensiero delle Anime Specchianti – e grazie alla Pubblica Assistenza della nostra città abbiamo dato voce a persone, che per puro amore dell’altro, affrontano ogni giorno questa battaglia. E ci siamo accorte che non stiamo sprecando il nostro tempo, perché questo tempo è per pensare, inventare, creare e aspettare di ritornare a vivere la nostra libertà. Il paragone con la Resistenza non vuole essere irrispettoso. Siamo consapevoli che allora il sacrificio fu davvero enorme e le paure di oggi non possono essere paragonate a quelle di allora, ma è il nostro modo di ringraziare quanti da casa e ‘sul campo’ sono fianco a fianco, con grande senso di comunità. E tutto questo vale sempre, ogni giorno».

I testi danno voce ai pensieri delle Anime specchianti e le testimonianze sono state scritte dagli operatori della Pubblica Assistenza Città di Ravenna. Racconti della propria quotidianità le cui immagini, girate da entrambe, sono state montate da Chiara Cicognani. «Ogni giorno – sottolinea Angela Gulminelli, presidente della Pubblica Assistenza ravennate – diamo fondo a tutte le nostre energie in questo sfida al virus. Ed ogni giorno sentiamo fortunatamente la presenza e il sostegno della città. Anche con queste forme di arte abbiamo la possibilità di dimostrare quanto sia importante che tutta la popolazione capisca il ruolo che ognuno deve assolvere e l’importanza di ogni singolo gesto quotidiano. Per questo ringraziamo Anime Specchianti. Dare “corpo” ai nostri ed ai vostri pensieri è necessario per trovare la forza e l’energia necessarie in queste settimane così impegnative».

Anime Specchianti

Pubblica Assistenza Città di Ravenna Odv

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La presidente Gulminelli «Siamo lasciati soli da chi dovrebbe considerarci parte del sistema»



Sono già trascorsi 40 giorni da quando è iniziata l’emergenza Covid-19. Sembra una vita, e probabilmente per molti lo è stato e lo sarà anche nei ricordi futuri. Tra questi anche gli operatori ed i volontari della Pubblica Assistenza Città di Ravenna. Giorni interminabili fatti di lavoro per l’Unità di Crisi, impegnati a stilare procedure per informare e formare gli equipaggi, cercare fornitori per l’approvvigionamento di DPI, i dispositivi di protezione individuale indispensabili alla tutela di chi opera sulle ambulanze a contatto con pazienti Covid-19. Ore e ore ad insegnare agli equipaggi la decontaminazione dei mezzi, la vestizione e la svestizione per affrontare i trasporti.

«La ricerca dei DPI – racconta Angela Gulminelli, presidente della Pubblica Assistenza Città di Ravenna pensando al passato recente e guardando al futuro – era e resta un vero incubo. Qualche giorno fa quando pensavamo di essere riusciti nell’intento è arrivata la notizia che il nostro materiale, principalmente le famigerate mascherine chirurgiche, erano bloccate in dogana. Ci veniva riferito dai nostri fornitori che erano sequestrate ora dalla Protezione Civile ora dalla Guardia di Finanza».

Ecco allora insorgere la necessità di contingentare le mascherine chiedendo agli equipaggi di utilizzarle più giorni e di conservarle in una busta di plastica: «In questa difficile fase – prosegue ancora la presidente della PA Città di Ravenna – siamo stati aiutati dalla Croce Rossa Italiana Comitato di Ravenna che ci ha donato 250 mascherine. Ci hanno aiutato anche medici dentisti e medici veterinari, oltre a singoli cittadini che si sono privati delle loro scorte per donarle a noi e permetterci così di proseguire in sicurezza la nostra attività. Abbiamo elemosinato mascherine ovunque. Ci hanno aiutato una Pubblica Assistenza di Maranello e una di Cesena».

Il senso di responsabilità era, e resta, lo stimolo maggiore anche in questi giorni così difficili: «Siamo sempre al servizio della collettività e abbiamo instaurato uno stretto rapporto con la Centrale 118 Area Vasta Romagna. Incontri pressoché quotidiani per accordarci su come procedere. Fa rabbia sentire in tv e leggere sulla stampa – dice senza giri di parole Angela Gulminelli – che la Protezione Civile distribuisce a destra e manca mascherine chirurgiche piuttosto che FFP2 e FFP3. Ci siamo chiesti spesso se sono quelle ordinate e pagate da noi e mai arrivate». La presidente della Pubblica Assistenza Città di Ravenna prosegue poi nel suo sfogo: «È vero, siamo in una situazione surreale. Tuttavia con le tecnologie che esistono oggi sarebbe stato possibile monitorare le esigenze a livello nazionale come si riesce in tempo reale a monitorare la situazione Covid. Questo per far sì che tutti potessero avere forniture, anche piccole, anche insufficienti. Avremmo continuato a chiedere agli equipaggi di utilizzare lo stesso presidio per più giorni, ma ci saremmo comunque sentiti parte di un sistema. Perché questo discorso? Per dire semplicemente che, in questo difficile momento, siamo stati lasciati soli da chi avrebbe dovuto considerarci parte integrante di un sistema nazionale. Siamo osannati quando non serve e ignorati quando siamo in difficoltà. Perché?».

E la risposta è tutt’altro che ironica: «Perché pur lamentandoci, continuiamo a lavorare. Nonostante tutto i nostri volontari hanno controllato la temperatura ai passeggeri in arrivo all’Aeroporto di Bologna, consegnano la spesa a domicilio alle fasce più deboli e tanto altro ancora. Perché le ambulanze continuano a prendere servizio ogni mattina – sottolinea Angela Gulminelli – sia per i servizi ordinari che per i trasporti di pazienti Covid-19. Perché continuiamo ad arrabattarci per il reperimento dei DPI temendo per la salute di tutti i nostri operatori. Ma non ci arrendiamo e ogni mattina siamo qui pronti a ricominciare. Arrabbiati, ma silenziosi. Amareggiati ma operosi».

Poi lo sguardo di rivolge al personale della PA: «Voglio ringraziare tutti, veramente tutti, per l’impegno che mettono in questa sfida. Grazie ai dipendenti e alle loro famiglie che li accolgono tutti i giorni al rientro da una pesante giornata di lavoro e non sanno se tutto è andato bene. Grazie a tutti i volontari che si sono messi da subito a disposizione, lasciando le loro famiglie per andare a vivere anche da soli in appartamenti che alcuni cittadini ci hanno messo a disposizione con grande senso di solidarietà. Grazie all’Unità di Crisi che lavora giorno e notte per tenere gli operatori sempre aggiornati. Sono molto orgogliosa nella mia associazione e di quello che sta facendo – conclude Angela Gulminelli – e non so se tutti possono dire la stessa cosa».

Ravenna, 02 Aprile 2020



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