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Pubblica Assistenza di Ravenna entra nella rete di solidarietà sospesa
e organizza per prima in Italia l’ “Ambulanza Sospesa”.

Dal caffè sospeso alla ambulanza sospesa

«Quando un napoletano è felice per qualche ragione, invece di pagare un solo caffè, quello che berrebbe lui, ne paga due, uno per sé e uno per il cliente che viene dopo. È come offrire un caffè al resto del mondo…» - Luciano de Crescenzo

Questo gesto, partito a Napoli inizialmente come atto di pura condivisione e convivialità fra amici, durante la seconda guerra mondiale, in un periodo quindi di grandi difficoltà economiche e sociali, nella stessa città divenne un gesto generoso e solidale: chi poteva permetterselo pagava alla cassa il proprio caffè e ne aggiungeva un altro “sospeso” da offrire a chi si trovava in difficoltà, per dare anche ai meno fortunati l’opportunità di gustarsi un ottimo espresso della tradizione partenopea.

La rete del caffè sospeso

Con la grave crisi economica che ci ha colpito a partire dal 2008, l’idea del caffè sospeso è stata ripresa sempre a Napoli e si è diffusa poi velocemente in tantissime altre città italiane, da Nord a Sud, rendendola una pratica estremamente diffusa in tantissimi bar. Nel 2010 è nata la Rete del caffè sospeso ed è stata istituita la Giornata dedicata al caffè sospeso ogni 10 dicembre.

Il passaggio dal caffè sospeso verso tante altre forme di offerte “sospese” è stato breve e naturale! Moltissime attività, enti e associazioni hanno realizzato e ideato progetti “sospesi” di ogni genere: la pizza sospesa, il panino sospeso, la poltrona a teatro sospesa, il film sospeso, il ticket sanitario sospeso, il vestito sospeso, il regalo di Natale sospeso, la consumazione sospesa, il giocattolo sospeso, la poesia sospesa, ...

Nei negozi della Feltrinelli si offre ristoro gratis alla mente di chi è in difficoltà. In moltissime città italiane il pasto sospeso è diventato un nuovo modello solidale adottato in diverse formule da Comuni, Cooperative, Associazioni e singoli ristoratori per dare sostegno a chi non può permettersi di entrare in un ristorante. E’ nata anche una “Rete di Festival del caffè sospeso” con lo scopo di diffondere cultura e informazioni nello spirito del mutuo soccorso.

Un nuova forma di solidarietà attiva

Questa pratica solidale ha attraversato i confini italiani arrivando in Spagna, Svezia, Brasile, Argentina, Irlanda, Canada, Spagna, Belgio, Francia e Bulgaria, America … Un fenomeno ampio e intercontinentale di cui ha parlato anche New York Times lodandone il valore e apprezzando la proverbiale gentilezza d’animo degli italiani.

Il famoso food writer americano Corby Kummer ha addirittura lanciato una sfida alle grandi catene americane come Starbucks, proponendo loro di aggiungere una nuova voce ai registratori di cassa per permettere ai loro clienti di pagare una certa somma a favore di altri, scrivendo: “... Forse entro il prossimo Natale saremo tutti abituati a usare parole nuove che non avremmo mai pensato di usare, ma il cui significato ci è piaciuto subito, come per esempio: pago anche un caffè sospeso”.

Una nuova forma di solidarietà attiva, partita autonomamente fra la gente che ha voluto agire e sentirsi utile senza filtri ideologici o strumentali. Un gesto concreto per stimolare una pratica di scambio che oggi come oggi svolge un ruolo sempre più importante. Un gesto di umanità che, accompagnato da un sorriso, può fare la differenza!

L’ambulanza sospesa

Ora anche Pubblica Assistenza di Ravenna entra nella rete di solidarietà sospesa e organizza per prima in Italia l’ “Ambulanza Sospesa”.

Un gesto rivolto a chi non può permettersi il costo, seppure minimo, che dobbiamo applicare su ogni trasporto che effettuiamo. Un costo giustificato dalle spese di gestione dei servizi che forniamo per garantire ogni giorno aiuto alla cittadinanza in difficoltà: parliamo in particolare della formazione dei volontari, dell’assicurazione, delle divise e del materiale sanitario necessario per il personale volontario, di tutta la manutenzione e gestione dei mezzi di soccorso.

L’esigenza di dare vita al progetto dell'Ambulanza Sospesa nasce dall’esperienza che facciamo sul campo ogni giorno, a contatto diretto con i pazienti che incontriamo.
Quando noi volontari veniamo chiamati per un intervento il nostro servizio non si esaurisce solamente guidando un'ambulanza. Ogni volta che entriamo nelle stanze o nelle case degli ammalati veniamo a contatto con persone che si fidano di noi, hanno bisogno di parlare con noi, desiderano sentirci vicini e ci raccontano le loro intime sofferenze, rendendoci partecipi dei loro problemi.

In quei momenti entriamo in profondo contatto con queste persone ed è inevitabile capire chi versa in difficoltà anche economiche e non è in grado di pagare il trasporto. Oggi sentiamo la necessità di dare una risposta dignitosa, sicura e articolata a queste persone e con il progetto dell'Ambulanza Sospesa siamo sicuri di riuscirci!

Questo progetto oltre ad essere molto utile per chi ne ha vera necessità, sarà uno stimolo per noi volontari a migliorare la nostra capacità di ascolto e comprensione dei bisogni espressi delle persone che trasportiamo ogni giorno.

L'Ambulanza Sospesa sarà anche un'opportunità per tutti i cittadini generosi di contribuire concretamente ad un progetto veramente utile in favore di persone meno fortunate che versano in gravi difficoltà.

Puoi sostenere anche tu il progetto AMBULANZA SOSPESA
versando la cifra che ritieni giusta per te sul CC no.


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