Un progetto video per raccontare che la limitazione delle libertà può essere anche occasione per sentirsi uniti

Le voci di chi resta a casa e le voci di chi sale sulle ambulanze. Le immagini di vita domestica e le immagini di persone protette da tute impenetrabili. In un video, ideato dalla compagnia teatrale Anime Specchianti di Ravenna, con il prezioso contributo della Pubblica Assistenza Città di Ravenna, sono raccontati due modi di affrontare questo tempo che sembra sospeso e infinito, ma mai inutile.

Perché rispettare le regole dell’isolamento nelle proprie abitazioni è un atteggiamento responsabile che contribuisce a sconfiggere il Covid-19. La costrizione diventa così volontà di rimanere a casa nella consapevolezza che è fare la propria parte, per aiutare chi deve uscire: infermieri, medici e volontari. Un passo sempre più vicino alla libertà.

Ed è proprio pensando al 25 Aprile appena celebrato che è nato questo progetto video, un contributo a far comprendere che la limitazione della libertà può diventare un mezzo per sentirsi uniti, persone che agiscono per il bene comune. Le giovani artiste delle Anime Specchianti, Martina Cicognani, Francesca De Lorenzi, Giorgia Massaro e Chiara Nicastro, ognuna dalle proprie abitazioni, hanno cercato di rispondere ad alcune domande: “Cos’è oggi per noi il 25 aprile? Come può trasformarsi una giornata memorabile nel tempo presente? Chi sono oggi gli italiani?”.

«Il pensiero è andato a coloro che stanno combattendo una guerra, certamente molto diversa, ma altrettanto impegnativa – è il pensiero delle Anime Specchianti – e grazie alla Pubblica Assistenza della nostra città abbiamo dato voce a persone, che per puro amore dell’altro, affrontano ogni giorno questa battaglia. E ci siamo accorte che non stiamo sprecando il nostro tempo, perché questo tempo è per pensare, inventare, creare e aspettare di ritornare a vivere la nostra libertà. Il paragone con la Resistenza non vuole essere irrispettoso. Siamo consapevoli che allora il sacrificio fu davvero enorme e le paure di oggi non possono essere paragonate a quelle di allora, ma è il nostro modo di ringraziare quanti da casa e ‘sul campo’ sono fianco a fianco, con grande senso di comunità. E tutto questo vale sempre, ogni giorno».

I testi danno voce ai pensieri delle Anime specchianti e le testimonianze sono state scritte dagli operatori della Pubblica Assistenza Città di Ravenna. Racconti della propria quotidianità le cui immagini, girate da entrambe, sono state montate da Chiara Cicognani. «Ogni giorno – sottolinea Angela Gulminelli, presidente della Pubblica Assistenza ravennate – diamo fondo a tutte le nostre energie in questo sfida al virus. Ed ogni giorno sentiamo fortunatamente la presenza e il sostegno della città. Anche con queste forme di arte abbiamo la possibilità di dimostrare quanto sia importante che tutta la popolazione capisca il ruolo che ognuno deve assolvere e l’importanza di ogni singolo gesto quotidiano. Per questo ringraziamo Anime Specchianti. Dare “corpo” ai nostri ed ai vostri pensieri è necessario per trovare la forza e l’energia necessarie in queste settimane così impegnative».

Anime Specchianti

Pubblica Assistenza Città di Ravenna Odv

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Attivato il protocollo per il Volontariato Sociale di Protezione Civile

L’ANPAS punta a formare, in accordo con la Regione Emilia-Romagna, volontari da impiegare nelle tante attività di

supporto quotidiane. Nel frattempo, si stanno raccogliendo anche le adesioni per un corso formativo a distanza

La situazione particolare e delicata, generata dall’emergenza Covid-19, è sotto gli occhi di tutti. Ma il grande cuore dei romagnoli, e di tante persone che vivono e si impegnano quotidianamente per aiutare gli altri può essere, e sarà certamente, un valore aggiunto anche in questo periodo.

È questo il motivo alla base della nuova iniziativa che la Pubblica Assistenza Città di Ravenna si appresta a lanciare, facendo seguito alle disposizioni ricevute in merito dall’ANPAS Emilia Romagna e dalle stesse istituzioni regionali. Nei prossimi giorni si inizierà dunque ad attivare e formare Volontari di Protezione Civile per il Sociale. Una definizione che nasconde qualcosa di grande e allo stesso tempo semplice, ma da gestire nella maniera giusta e più attenta possibile, soprattutto in questa fase dell’emergenza Coronavirus, con le prime indicazioni di un miglioramento complessivo della situazione che non vanno però affrontate con leggerezza, anzi tutt’altro.

Gli operatori della Pubblica Assistenza di Ravenna si occuperanno di formare e gestire nuovi volontari che saranno impegnati in attività all’apparenza semplici, ma di fondamentale importanza in questa fase soprattutto per le fasce più deboli della popolazione: dalla spesa alla consegna del cibo e dei generi di prima necessità nelle abitazioni, dal reperimento dei farmaci al loro conferimento a domicilio, fino ai trasporti sociali in genere. L’impegno richiesto è quello di turni della durata indicativa di mezza giornata da scegliere in base alle disponibilità personali. Per dare una mano in maniera consapevole ed efficace sarà sufficiente superare i corsi di formazione online messi a disposizione da ANPAS e seguire le direttive impartite dai referenti per i relativi servizi.

Inoltre, in conformità e nel rispetto delle indicazioni vigenti, in materia di contenimento della diffusione del Covid-19, non potendo al momento terminare i percorsi formativi iniziati “in presenza”, il Centro di Formazione ANPAS Emilia-Romagna ha attivato due percorsi specifici di formazione a distanza per agevolare l’inserimento di nuovi volontari nella Pubblica Assistenza: 1) Autista; 2) Soccorritore Volontario per trasporto. Entrambi i percorsi sono attivi e accessibili in modalità online e rispettano le clinical competence della DR 44/2009 in merito ai requisiti di formazione nel contesto di accreditamento sanitario di strutture e mezzi. Naturalmente, questo percorso è riservato ai candidati volontari che avevano già intrapreso un percorso formativo interrotto secondo le ordinanze di divieto di formazione con “modalità di classe” ed a coloro che desiderano essere introdotti in organico a supporto dell’attuale situazione. Terminata l’emergenza sarà necessario compensare la formazione secondo le necessità del profilo con i moduli formativi mancanti.

Per dare la propria disponibilità, sia al Volontariato Sociale di Protezione Civile sia alla Formazione a distanza, è sufficiente inviare una mail a info@pubblicaassitenza.ra.it inviando la copia della propria tessera sanitaria e comunicando la propria disponibilità.

Per contatti: Pubblica Assistenza Città di Ravenna ODV, Via Meucci n. 25 Ravenna, Tel. 0544.400777.

Preghiamo tutti di condividere questo appello sui social e su ogni piattaforma di comunicazione, pubblica e privata.

Si ricorda inoltre che è possibile sostenere la Pubblica Assistenza Città di Ravenna attraverso una delle diverse modalità indicate sul sito dell’organizzazione al link: http://www.pubblicaassistenza.ra.it/donazioni-covid-19/.

Ravenna, 20 Aprile 2020

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«Abbiamo bisogno di tutti: anche di voi», la Pubblica Assistenza di Ravenna lancia una nuova campagna

La curva epidemica pare lasciare spazio all’ottimismo, ma la sfida sarà ancora lunga e ricca di ostacoli da superare senza mai abbassare la guardia. Il traguardo è ancora lontano e per questo c’è ancora bisogno del sostegno di tutti i cittadini che, in qualsiasi maniera, possono garantire un appoggio.

Proprio in questo periodo, nel quale la fatica e la stanchezza potrebbero contribuire ad un abbassamento nel livello di attenzione, la Pubblica Assistenza Città di Ravenna rilancia la propria sfida con una nuova campagna pensata proprio per tenere accesi i riflettori sulle necessità e sulle problematiche di questi giorni.

«Abbiamo bisogno di tutti: anche di voi» è l’eloquente affermazione che campeggia sui canali dell’associazione. Un messaggio forte e chiaro, pensato per chiamare a raccolta tutta la città in un momento nel quale scarseggiano sia le liquidità economiche che le scorte, in particolar modo gli ormai celebri DPI, i Dispositivi di Protezione Individuale, gel igienizzante e materiale per la sanificazione e l’allestimento dei mezzi così necessari a operatori e volontari per svolgere in sicurezza il loro lavoro quotidiano. Senza considerare i mancati introiti derivanti dalla sospensione di molte manifestazioni e dalla riduzione dei servizi rivolti ai singoli cittadini.

«Torniamo a chiedere l’aiuto di tutta la città ed il territorio – dice Angela Gulminelli, presidente della Pubblica Assistenza Città di Ravenna – perché le difficoltà che dobbiamo affrontare, sono tante ogni singolo giorno.  Abbiamo messo a disposizione di chiunque lo desideri, diversi canali con i quali contribuire ed aiutare la nostra associazione: dal bonifico bancario a Pay Pal, passando per Satispay e arrivando alla raccolta fondi lanciata già da diverso tempo dalla Porto Robur Costa Ravenna sulla piattaforma Gofundme. Una serie di opzioni tutte reperibili sul nostro sito www.pubblicaassistenza.ra.it».

E le donazioni sin qui giunte non sono solamente quelle in denaro o comunque non lo sono esclusivamente, perché in tanti hanno trovato il modo di aiutare la Pubblica Assistenza con gesti di grande altruismo e sensibilità: «L’elenco di chi ci sta sostenendo – racconta ancora la presidente – è lungo. C’è chi ha donato materiale, chi ha attivato raccolte private, chi ha scelto di supportare fattivamente i nostri servizi e chi ancora ha deciso di appartare una quota dei ricavati delle proprie professioni per donarla a noi. L’elenco è talmente lungo che, nella speranza di non dimenticare nessuno, abbiamo creato una pagina apposita sul nostro sito web. Allo stesso tempo, per senso di responsabilità e di trasparenza, teniamo conto, sempre attraverso il nostro sito, di come vengono impiegati tutti i fondi e quali spese stiamo sostenendo».

La sfida al virus prosegue, ed è una sfida per tutti che la Pubblica Assistenza sta affrontando in prima linea. «Come abbiamo già raccontato – sottolinea Angela Gulminelli – diversi nostri operatori e volontari hanno scelto di sacrificare i propri affetti personali per proteggerli e tenerli al sicuro. In molti non tornano alle loro abitazioni al termine del servizio per non rischiare di infettare famiglie intere, nelle quali vivono anche persone anziane e dunque più a rischio. Il cuore di Ravenna si vede anche in questa occasione grazie a chi sta ospitando i nostri operatori in seconde case o alloggi che non erano occupati. Voglio ringraziare anche gli assessori del Comune di Ravenna Gianandrea Baroncini e Giacomo Costantini per averi aiutato nella ricerca degli alloggi».

Per contatti: Pubblica Assistenza Città di Ravenna ODV, Via Meucci n. 25 Ravenna, Tel. 0544.400777. Preghiamo tutti di condividere questo appello sui social e su ogni piattaforma di comunicazione, pubblica e privata.

Si ricorda inoltre che è possibile sostenere la Pubblica Assistenza Città di Ravenna attraverso una delle diverse modalità indicate sul sito dell’organizzazione al link: DONAZIONI

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La presidente Gulminelli «Siamo lasciati soli da chi dovrebbe considerarci parte del sistema»



Sono già trascorsi 40 giorni da quando è iniziata l’emergenza Covid-19. Sembra una vita, e probabilmente per molti lo è stato e lo sarà anche nei ricordi futuri. Tra questi anche gli operatori ed i volontari della Pubblica Assistenza Città di Ravenna. Giorni interminabili fatti di lavoro per l’Unità di Crisi, impegnati a stilare procedure per informare e formare gli equipaggi, cercare fornitori per l’approvvigionamento di DPI, i dispositivi di protezione individuale indispensabili alla tutela di chi opera sulle ambulanze a contatto con pazienti Covid-19. Ore e ore ad insegnare agli equipaggi la decontaminazione dei mezzi, la vestizione e la svestizione per affrontare i trasporti.

«La ricerca dei DPI – racconta Angela Gulminelli, presidente della Pubblica Assistenza Città di Ravenna pensando al passato recente e guardando al futuro – era e resta un vero incubo. Qualche giorno fa quando pensavamo di essere riusciti nell’intento è arrivata la notizia che il nostro materiale, principalmente le famigerate mascherine chirurgiche, erano bloccate in dogana. Ci veniva riferito dai nostri fornitori che erano sequestrate ora dalla Protezione Civile ora dalla Guardia di Finanza».

Ecco allora insorgere la necessità di contingentare le mascherine chiedendo agli equipaggi di utilizzarle più giorni e di conservarle in una busta di plastica: «In questa difficile fase – prosegue ancora la presidente della PA Città di Ravenna – siamo stati aiutati dalla Croce Rossa Italiana Comitato di Ravenna che ci ha donato 250 mascherine. Ci hanno aiutato anche medici dentisti e medici veterinari, oltre a singoli cittadini che si sono privati delle loro scorte per donarle a noi e permetterci così di proseguire in sicurezza la nostra attività. Abbiamo elemosinato mascherine ovunque. Ci hanno aiutato una Pubblica Assistenza di Maranello e una di Cesena».

Il senso di responsabilità era, e resta, lo stimolo maggiore anche in questi giorni così difficili: «Siamo sempre al servizio della collettività e abbiamo instaurato uno stretto rapporto con la Centrale 118 Area Vasta Romagna. Incontri pressoché quotidiani per accordarci su come procedere. Fa rabbia sentire in tv e leggere sulla stampa – dice senza giri di parole Angela Gulminelli – che la Protezione Civile distribuisce a destra e manca mascherine chirurgiche piuttosto che FFP2 e FFP3. Ci siamo chiesti spesso se sono quelle ordinate e pagate da noi e mai arrivate». La presidente della Pubblica Assistenza Città di Ravenna prosegue poi nel suo sfogo: «È vero, siamo in una situazione surreale. Tuttavia con le tecnologie che esistono oggi sarebbe stato possibile monitorare le esigenze a livello nazionale come si riesce in tempo reale a monitorare la situazione Covid. Questo per far sì che tutti potessero avere forniture, anche piccole, anche insufficienti. Avremmo continuato a chiedere agli equipaggi di utilizzare lo stesso presidio per più giorni, ma ci saremmo comunque sentiti parte di un sistema. Perché questo discorso? Per dire semplicemente che, in questo difficile momento, siamo stati lasciati soli da chi avrebbe dovuto considerarci parte integrante di un sistema nazionale. Siamo osannati quando non serve e ignorati quando siamo in difficoltà. Perché?».

E la risposta è tutt’altro che ironica: «Perché pur lamentandoci, continuiamo a lavorare. Nonostante tutto i nostri volontari hanno controllato la temperatura ai passeggeri in arrivo all’Aeroporto di Bologna, consegnano la spesa a domicilio alle fasce più deboli e tanto altro ancora. Perché le ambulanze continuano a prendere servizio ogni mattina – sottolinea Angela Gulminelli – sia per i servizi ordinari che per i trasporti di pazienti Covid-19. Perché continuiamo ad arrabattarci per il reperimento dei DPI temendo per la salute di tutti i nostri operatori. Ma non ci arrendiamo e ogni mattina siamo qui pronti a ricominciare. Arrabbiati, ma silenziosi. Amareggiati ma operosi».

Poi lo sguardo di rivolge al personale della PA: «Voglio ringraziare tutti, veramente tutti, per l’impegno che mettono in questa sfida. Grazie ai dipendenti e alle loro famiglie che li accolgono tutti i giorni al rientro da una pesante giornata di lavoro e non sanno se tutto è andato bene. Grazie a tutti i volontari che si sono messi da subito a disposizione, lasciando le loro famiglie per andare a vivere anche da soli in appartamenti che alcuni cittadini ci hanno messo a disposizione con grande senso di solidarietà. Grazie all’Unità di Crisi che lavora giorno e notte per tenere gli operatori sempre aggiornati. Sono molto orgogliosa nella mia associazione e di quello che sta facendo – conclude Angela Gulminelli – e non so se tutti possono dire la stessa cosa».

Ravenna, 02 Aprile 2020



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Forniture di Dispositivi di Protezione Individuale ferme in dogana, la Pubblica Assistenza chiede: «Perchè?»

In questo difficile momento non passa giorno senza il quale la Pubblica Assistenza Città di Ravenna Odv, e con lei tutte le associazioni e le organizzazioni impegnate a fronteggiare l’emergenza Coronavirus, non denuncino la carenza degli ormai famosi DPI, i Dispositivi di Protezione Individuale tra i quali sono compresi le mascherine per il personale, guanti, tute e camici monouso e cuffie.

Una necessità che aumenta ogni giorno e che troppo spesso si sta scontrando con la burocrazia, con regole incomprensibili e, in senso più letterale, con il buon senso. «È di oggi la notizia – tuona con tutta la rabbia in corpo Angela Gulminelli, presidente della Pubblica Assistenza Città di Ravenna – che un’altra fornitura destinata alle nostre associazioni è ferma in dogana a Milano. Pare, almeno questo è quanto ci dicono i fornitori, “sequestrata” dalla Protezione Civile. Mi chiedo, a nome della mia organizzazione e di tantissime altre, perché? Cosa non è chiaro alla Protezione Civile? Provo a spiegarlo perché questa situazione deve finire immediatamente: in Italia ci sono centinaia di associazioni di Pubblica Assistenza che quotidianamente mettono a disposizione del Paese ambulanze, volontari e dipendenti per effettuare servizi che sono definiti servizi di pubblica utilità. Servizio che non si può arrestare. Ogni volta che i nostri DPI vengono bloccati, subiscono ritardi nella consegna o, ancor peggio, vengono sequestrati, i nostri operatori restano senza la giusta protezione che devono avere in questo momento».

La presidente Gulminelli prova ad analizzare la situazione e lancia un allarme: «Questi dispositivi mancano in tutta Italia, ma ciò non legittima nessuno a prevaricare chi è più debole. Vorrei anche dire, e non suoni come un ricatto o una minaccia, ma semplicemente come un dato di fatto: se le Associazioni di volontariato sono sprovviste di DPI non possono effettuare servizi».

«Tutti i giorni abbiamo – prosegue ancora la presidente della PA di Ravenna – dalle venti alle trenta persone in servizio e continuiamo a garantire i servizi in convenzione con Ausl Romagna. Abbiamo un’ambulanza a disposizione del 118 per codici minori e altre ambulanze per il trasporto di pazienti Covid-19 sospetti o positivi. Continua inoltre anche il trasporto in auto per dializzati. Anche tutte le altre associazioni di Area Vasta Romagna continuano a garantire servizi di trasporto in ambulanza e in auto. E tutte hanno il problema degli approvvigionamenti.  Riteniamo che il nostro servizio sia prezioso al pari di quello svolto da tutto il comparto sanitario. Ci riesce quindi difficile comprendere perché siamo dimenticati».           

Ravenna, 24 Marzo 2020

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Le ambulanze e i mezzi della Pubblica Assistenza nella lotta al Coronavirus

La Pubblica Assistenza Città di Ravenna Odv continua ad essere in prima linea in questa fase così delicata per tutta la nazione. I volontari e gli operatori lavorano senza sosta al fianco del personale medico per cercare di fornire un supporto quantomai indispensabile non solo nel territorio provinciale, ma anche al di fuori dei confini romagnoli.

Da diversi giorni la PA di Ravenna ha allestito alcune ambulanze appositamente per il trasporto di casi conclamati di Covid-19. Mezzi di soccorso all’interno dei quali si è prestata particolare attenzione all’isolamento del vano sanitario, quello adibito ad ospitare il paziente, rispetto al vano guida dove prende posto l’autista dell’ambulanza e all’esterno. Tale allestimento, unito ad alcune precauzioni che in questa fase si rendono assolutamente necessarie come l’utilizzo secondo norma di tutti i Dispositivi di Protezione Individuale (DPI), garantisce un livello di sicurezza fondamentale per gli operatori, il personale sanitario e tutta la popolazione. Senza dimenticare la necessaria decontaminazione, approfondita e scrupolosa, effettuata su ogni mezzo al termine di ogni singolo servizio.

Una di queste ambulanze allestite per il trasporto di pazienti Covid-19 è stata messa a disposizione nei giorni scorsi dell’Ospedale di Piacenza ed è stata impegnata nel trasporto di degenti dal reparto di rianimazione del nosocomio emiliano ad altre strutture della zona limitrofa. Un supporto importante in una delle aree maggiormente colpite dall’emergenza Coronavirus e che permette di gestire l’afflusso e il ricovero delle persone in questo momento di grande pressione per tutte le strutture sanitarie. A guidare l’ambulanza è previsto un autista della Pubblica Assistenza di Ravenna, affiancato da personale medico e infermieristico dell’area vasta dell’Ausl della Romagna.

Inoltre, un mezzo della PA è stato messo a disposizione del personale del 118 per gli interventi al di fuori del contesto Coronavirus ai quali è necessario anche ora prestare la massima attenzione, così come altre ambulanze, anch’esse allestite per l’emergenza Covid-19, stanno invece operando, con autista e soccorritore per le dimissioni e i trasferimenti in zona.

Tra questi anche i trasporti di pazienti da e per l’Ospedale Umberto I di Lugo, anche con il servizio di “taxi sanitario”, che da giorni è in fase di riorganizzazione come Covid Hospital a integrazione dell’Ospedale S. Maria delle Croci di Ravenna. Un servizio simile è quello che, sempre la Pubblica Assistenza, sta svolgendo grazie all’utilizzo di un pulmino, anch’esso allestito per l’emergenza, utilizzato per il trasporto dei nuclei familiari. A tali compiti, che i volontari stanno assolvendo con il massimo impegno a fronte anche del rischio per la propria salute, si aggiungono poi le altre attività ordinarie come i servizi di trasporto sanitario di emergenza, quello assistito e quello non assistito, oltre ai servizi di guardia medica e ambulatoriali svolti direttamente o in collaborazione con le strutture pubbliche.

Insomma, un’attività già di per sé ampissima che in queste settimane ha registrato un incremento massiccio da affrontare giorno per giorno con grandi difficoltà già evidenziate: la Pubblica Assistenza di Ravenna sta esaurendo tutte le scorte di DPI, Dispositivi di Protezione Individuale, e per questo motivo si chiede a cittadini, studi professionali e aziende di mettere a disposizione, se possibile, questo materiale. Si chiede di condividere questo appello sui social e su ogni piattaforma di comunicazione, pubblica e privata.

Si ricorda inoltre che è possibile sostenere la Pubblica Assistenza Città di Ravenna con un versamento sull’IBAN  IT14A0627013181CC0810004858 o attraverso una delle diverse modalità indicate sul sito dell’organizzazione pubblicaassistenza.ra.it (link diretto: http://www.pubblicaassistenza.ra.it/donazioni-covid-19/).

Per contatti: Pubblica Assistenza Città di Ravenna ODV, Via Meucci n. 25 Ravenna, Tel. 0544.400777, mail info@pubblicaassistenza.ra.it.

La decontaminazione dei mezzi
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«Servono strutture ricettive dove alloggiare i nostri volontari», la Pubblica Assistenza cerca soluzioni

L’emergenza Covid-19 prosegue e anche l’impegno, costante e quotidiano, dei tanti volontari della Pubblica Assistenza Città di Ravenna Odv non accenna a diminuire nonostante le difficoltà con le quali ognuno è obbligato a scontarsi nel contesto di una situazione tanto imprevedibile quanto dura da affrontare.

E mentre la Pubblica Assistenza prosegue nella sua opera, emergono nuove esigenze dettate dal momento: «Tra le tante necessità di questi giorni – spiega la presidente Angela Gulminelli – ne sta emergendo una che dovremo cercare di risolvere nel più breve tempo possibile e per la quale abbiamo davvero bisogno della disponibilità di tutta la cittadinanza. Molti dei nostri volontari hanno difficoltà a dare il loro contributo senza rischiare di mettere a repentaglio le rispettive famiglie. Purtroppo i nostri operatori sono costantemente a rischio infezione e se consideriamo che il Coronavirus ha una facilità di trasmissione elevatissima, si possono comprendere le remore di coloro che vorrebbero dare una mano ma che, allo stesso tempo, temono poi di portare il virus dentro le loro case».

Da qui l’urgenza di trovare spazi in grado di accogliere gli operatori della Pubblica Assistenza che vogliono continuare ad impegnarsi: «Lanciamo un appello – dice ancora la presidente – a tutta la città e il territorio: chi può mettere a disposizione case sfitte, appartamenti non utilizzati, seconde case, stanze di alberghi e pensioni, può segnalarceloI nostri volontari cercano alloggi dove dormire e riposarsi gratuitamente senza mettere a rischio figli, coniugi ed anziani che convivono nelle stesse case. Teniamo presente anche che gli operatori spesso sono costretti alla quarantena per esser stati a contatto con pazienti positivi».

Nell’occasione è doveroso ribadire l’appello lanciato nei giorni scorsi: La Pubblica Assistenza di Ravenna sta esaurendo tutte le scorte di DPI, Dispositivi di Protezione Individuale, e per questo motivo si chiede a cittadini, studi professionali e aziende di mettere a disposizione, se possibile gratuitamente, questo materiale. Preghiamo tutti di condividere questo appello sui social e su ogni piattaforma di comunicazione, pubblica e privata.

Si ricorda inoltre che è possibile sostenere la Pubblica Assistenza Città di Ravenna con un versamento sull’IBAN  IT14A0627013181CC0810004858 o attraverso una delle diverse modalità indicate sul sito dell’organizzazione pubblicaassistenza.ra.it (link diretto: http://www.pubblicaassistenza.ra.it/donazioni-covid-19/).

Per contatti: Pubblica Assistenza Città di Ravenna ODV, Via Meucci n. 25 Ravenna, Tel. 0544.400777, mail info@pubblicaassistenza.ra.it.

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La Pubblica Assistenza di Ravenna: «Fondi e dispositivi di protezione, siamo in difficoltà»

L’intero sistema sanitario è in prima linea nella gestione di un’emergenza mai affrontata prima. Negli ospedali il personale è sottoposto ad una pressione incredibile e sta affrontando con un grande responsabilità ogni situazione. Ma non solo gli ospedali hanno bisogno di aiuto e sostegno in questo periodo. Anche tutto quello che è il comparto che gira attorno ai nosocomi è impegnato 24 ore su 24 ed in gran parte fa affidamento all’enorme disponibilità dei volontari.

E così, anche la Pubblica Assistenza Città di Ravenna ODV lancia la sua richiesta di aiuto e appoggio, quanto mai necessario in giorni così difficili: «Dal 23 febbraio – racconta la presidente Angela Gulminelli – la nostra Unità di Crisi sta lavorando senza sosta per affrontare, e se possibile prevenire, i possibili problemi di gestione del nostro servizio. Insieme ce la possiamo fareè la frase che usonelle comunicazioni rivolte agli operatori volontari e dipendenti dell’Associazione. Ne sono convinta. Non ci siamo persi d’animo anche se sprovvisti di sostegno e di notizie. Non ricordo una situazione simile e non eravamo pronti ad affrontarla, ma se ne dovrà parlare, ciascuno per la propria parte, per evitare che succeda nuovamente che ognuno decida per sé. Le Associazioni in questo senso credo avranno molto da dire».

In futuro se ne parlerà, ma oggi bisogna risolvere la situazione attuale: «Per primissima cosa – racconta ancora la presidente della Pubblica Assistenza Città di Ravenna – abbiamo pensato a proteggere gli equipaggi e quindi il primo passo è stato quello di aumentare le scorte di DPI, i Dispositivi di Protezione Individuale. Ed ecco la prima difficoltà: le mascherine, oltre che aumentate di costo, sono introvabili. Inoltre, ordini pagati anticipatamente sono sequestrati o fermi alle frontiere. Per noi è un grandissimo problema dato che tutti i nostri operatori devono adottare per ogni tipo di servizio un equipaggiamento di protezione atto a tutelare la loro salute e quella delle persone trasportate».

E, inevitabilmente, le difficoltà diventano anche economiche: «Gli approvvigionamenti eccezionali, quelli che solitamente sono sufficienti per molti mesi, oggi si esauriscono nell’arco di un giorno e non abbiamo più fondi per acquistarne altri.  Negli ultimi giorni – dice ancora Angela Gulminelli – sono state attivate due raccolte fondi da Porto Robur Costa Volley e CSI Centro Sportivo Italiano. Inoltre il Rotaract Club Ravenna ha disposto in nostro favore un contributo di 1.300 Euro. Tutte iniziative che ci saranno di grande aiuto e per le quali ringraziamo sentitamente, ma stimiamo in circa 10.000 Euro mensili il costo per i soli DPI e il materiale di sanificazione e sanitizzazione dei mezzi, senza considerare l’impiego di personale e il maggior utilizzo dei mezzi. Insomma, abbiamo ancora bisogno, e tanto».

Non manca un appunto anche a come si è gestita inizialmente l’emergenza delle forniture e a come provvedere oggi: «Stato e Protezione Civile non sono riusciti a mettere in campo strategie d’urgenza – dice ancora la presidente della PA di Ravenna – per sopperire alla mancanza di DPI. Non dico si dovesse costruire un ospedale in dieci giorni ma riconvertire produzioni forse di poteva fare. Ma si deve andare avanti, il servizio non si può fermare quindi ore ed ore sui social a cercare DPI, ore e ore ad emanare protocolli di servizio tesi a comunicare modalità di servizio diverse, tese a proteggere equipaggi e pazienti. Ore e ore a monitorare la situazione sperando di avere buone notizie».

La Pubblica Assistenza continua a garantire i servizi ordinari, diminuiti per effetto della chiusura di molti servizi e ambulatori, ed è di supporto all’Ausl nell’attività di trasferimento dei pazienti da una struttura all’altra per liberare interi settori degli ospedali destinati a diventare reparti Covid-19. Inoltre, sono stati anche approntati un pulmino e un’ambulanza per il trasporto di intere famiglie con pazienti sospetti o conclamati.

«Abbiamo inoltre predisposto nella nostra sede – evidenzia ancora Angela Gulminelli – un’area di decontaminazione e sanificazione per i mezzi, nonché di svestizione per gli operatori impegnati in trasporti di pazienti positivi. Non siamo degli eroi siamo semplicemente persone che hanno deciso di mettersi a disposizione degli altri sempre e a maggior ragione in questi momenti. Abbiamo paura? Sì abbiamo paura, per noi e per i nostri familiari, ma il senso di responsabilità ci fa alzare tutte le mattine per prendere servizio in centrale, in ufficio per le attività indispensabili a garantire il servizio, sulle auto che trasportano dializzati o sulle ambulanze. Grazie quindi a tutti i volontari e dipendenti per quello che fanno, consapevoli che si tratta del solito lavoro con la differenza che, oggi, c’è un margine di pericolosità elevato alla massima potenza».

Infine, l’ultimo, importantissimo appello: La Pubblica Assistenza di Ravenna sta esaurendo tutte le scorte di DPI, Dispositivi di Protezione Individuale, e per questo motivo si chiede a cittadini, studi professionali e aziende di mettere a disposizione, se possibile, questo materiale. Per contatti: Pubblica Assistenza Città di Ravenna ODV, Via Meucci n. 25 Ravenna, Tel. 0544.400777. Preghiamo tutti di condividere questo appello sui social e su ogni piattaforma di comunicazione, pubblica e privata. Si ricorda inoltre che è possibile sostenere la Pubblica Assistenza Città di Ravenna con un versamento sull’IBAN  IT14A0627013181CC0810004858 o attraverso una delle diverse modalità indicate sul sito dell’organizzazione a questo link: http://www.pubblicaassistenza.ra.it/donazioni-covid-19/

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Pubblica Assistenza di Ravenna ringrazia i propri Volontari e Dipendenti per la continuità del servizio

«Stiamo attraversando un momento difficilissimo, non ne ricordo in tutta la mia vita uno simile. Penso che se tutti usiamo le cautele che ci vengono suggerite possiamo superarlo più in fretta. E voglio da questa mia pagina ringraziare tutti i miei operatori della Pubblica Assistenza che, con lo spirito di abnegazione che li contraddistingue si sono messi subito a disposizione senza nessuna esitazione. Grazie a tutti veramente di cuore 💖 Un pensiero affettuoso anche a chi per motivi di età e di salute non può essere in servizio e da casa soffre per non poter essere utile. Tutti insieme possiamo farcela!!! 😘»

Angela Gulminelli, Presidente Pubblica Assistenza Città di Ravenna ODV.

In questo momento di grande pressione per tutte le strutture sanitarie, anche la Pubblica Assistenza ha bisogno di un supporto per svolgere il servizio ordinario di trasporto in ambulanza.

Stiamo raccoglieranno fondi per l’acquisto di materiale quale mascherine, gel igienizzante, prodotti per la pulizia, tute protettive per gli operatori e materiale protettivo per i pazienti, materiale per la sanificazione e la sanitizzazione, coperte isotermiche. Insomma, tutto quello che in questi giorni diventa ancora più essenziale.

Vi ricordiamo che potete aiutarci a far proseguire il nostro servizio attraverso un versamento sull’IBAN IT14A0627013181CC0810004858 o tramite questa campagna di raccolta fondi:

https://www.gofundme.com/f/nocovid19

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Pubblica Assistenza Città di Ravenna ringrazia il Rotaract Club Ravenna

«È bellissimo quando la solidarietà nasce dal cuore e arriva spontaneamente!» è stato il primo commento di Angela Gulminelli, presidente della Pubblica Assistenza Città di Ravenna ODV, dopo aver appreso che il Rotaract Club Ravenna ha effettuato poche ore fa una donazione all’Associazione che presiede, che si occupa di trasporti in ambulanza e in auto.

«Desidero ringraziare caldamente il Rotaract Club Ravenna che spontaneamente ha elargito 1.300 euro alla nostra Associazione che in questi giorni si trova a dover affrontare una maggiore spesa sia per l’approvvigionamento di materiale di protezione per il proprio personale in servizio che per la gestione dei servizi». In questo periodo, purtroppo, reperire i materiali necessari al servizio è molto difficile inoltre gli aumenti ingiustificati del costo degli stessi stanno mettendo in difficoltà tutte le Associazioni del territorio e questo inaspettato contributo si rileva particolarmente prezioso per il proseguimento delle attività stesse.

Pubblica Assistenza Città di Ravenna ODV desidera evitare che qualche “furbetto” possa approfittare della situazione per chiedere contributi a nome dell’Associazione. Si precisa quindi che eventuali altri contributi spontanei potranno essere effettuati esclusivamente con bonifico sul seguente conto corrente:

IBAN: IT14A0627013181CC0810004858

(La Cassa di Ravenna, Agenzia di Città n. 2)

«L’Associazione sta continuando a svolgere il proprio servizio ordinario nonostante la difficile situazione. La scelta, effettuata prima che fossero le Istituzioni a stabilirla, di mettere a riposo i volontari più fragili, per età e per particolari patologie, ha portato ad una riduzione di disponibilità di oramai 250 ore settimanali.» continua la Presidente Gul-minelli «Gli operatori che sono attualmente in servizio sono quindi chiamati ad uno sforzo maggiore per garantire la copertura totale del servizio.  Lo spirito di abnegazione con cui tutti si sono messi a disposizione ci rende orgogliosi. Tutti insieme possiamo fronteggiare questa emergenza. Noi ci mettiamo tutto il nostro impegno, chiediamo ai cittadini di metterci il loro, rispettando in primis le indicazioni emesse dalle autorità pubbliche.»

Per eventuali informazioni in merito, è possibile contattare la Pubblica Assistenza via mail all’indirizzo info@pubblicaassistenza.ra.it oppure al numero 0544 400888.

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